Proseguono senza sosta le indagini sul caso delle due sorelle scomparse dalla casa-famiglia di Civitella Alfedena la notte tra il 6 e il 7 giugno scorso.Sono ormai passate quasi due settimaneda quella notte, ma delle sorelline di 16 e 12 anni ancora nessuna traccia, o meglio,solo un elastico trovato in un sentiero che potrebbe appartenere alla più piccola. Oltre alle ricerche, gli inquirenti si stanno muovendo interrogando familiari e conoscenti, tra questi anche il fidanzato 18enne della sorella maggiore, Alisya.
Il giovane era già stato sentito una volta, ma i procuratore di Sulmona, Luciano D’Angelo, ha avuto “necessità di risentire” Youssef, il fidanzato della 16enne. Il procuratore, a margine del colloquio, ha sottolineato che il 18enne è stato sentito come “persona informata sui fatti” e che al momento “non c’è nessun indagato”.
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Sorelle scomparse, le parole del procuratore
“Abbiamo fatto delle verifiche dei luoghi, compresa la casa famiglia, avevo necessità di risentire questa persona e di sentirne altre della comunità, ospiti ed educatori, che sono stati portati via dalla struttura di Civitella Alfedena”. Parla così D’Angelo dopo aver riascoltato il 18enne che, secondo quanto emerso, avrebbe passato un periodo all’interno della struttura protetta. Il procuratore ha poi specificato che “questo non significa niente. Significa solo che stiamo lavorando”.
A confermare il fatto che il giovane sia stato sentito senza alcuna urgenza è il fatto che “Youssef ha finito di lavorare e poi è stato sentito”. Inoltre,sono stati ascoltati anche due amici del ragazzo, che vivono con lui dopo che è uscito dalla casa-famiglia. Il giovane si è recato in caserma in bici, senza rispondere ad alcuna domanda dei giornalisti presenti.
Sorelle scomparse, il procuratore capo di Cassino: “Si ipotizza supporto di qualcuno”
Nel frattempo prende sempre più piede l’ipotesi che le due sorelle siano state aiutate da qualcuno. Al TG1 il procuratore capo di Cassino, Carlo Fucci, parlando del caso di Alisya e Sarah ha dichiarato: “È evidente che è difficile ipotizzare un’autogestione da parte di due bambine quando passa un tempo così lungo”. Secondo Fucci questo farebbe “logicamente ipotizzare che ci sia il supporto di qualcuno”.
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