Sono cinque gli avvisi di garanzia notificati dalla procura di Arezzo per la morte del bambino di due anni nell’asilo nido di Soci. Tra gli avvisi, inviati in vista dell’autopsia, ci sarebbe anche quello a carico della maestra che si era sentita male e che era stata la prima a soccorrere il piccolo Leonardo, presumibilmente rimasto soffocato dopo essere rimasto impigliato con il laccio della sua felpa in un rampo di un albero su cui sembra si fosse arrampicato.
Gli indagati, così informati, possono nominare propri consulenti per essere presenti all’esame medico legale. L’autopsia, disposta dal pm Angela Masiello, sarà effettuata a inizio della prossima settimana. La tragedia del piccolo Leonardo continua così a scuotere la comunità locale ad alimentare il bisogno di verità in merito alla dinamica della vicenda. Ma gli accertamenti disposti dalla Procura aretina, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, si stanno concentrando anche sulla tempestività dei soccorsi.
Leggi Anche
Nella giornata di ieri si sono svolti i sopralluoghi dei carabinieri che hanno anche ascoltato persone presenti al momento del terribile incidente. Gli investigatori sono tornati nella struttura, che è stata posta sotto sequestro, per acquisire nuovi elementi ed avrebbero visionato le immagini delle telecamere sul balcone di un’abitazione situata di fronte all’asilo affinché si potessero acquisire più informazioni possibili utili ai fini delle indagini e ovviamente delle ricostruzioni.
Al momento, comunque ogni ipotesi è in fase di accertamento, poiché non emergono elementi certi. Intanto, uno dei punti centrali dell’inchiesta sarà stabilire se vi siano responsabilità nella custodia del bambino e nel tempestivo intervento dei soccorsi, valutando anche quanto tempo sia trascorso tra l’incidente e la chiamata di emergenza.
Il personale dell’asilo, frequentato da 60 bambini, è composto da 16 persone, tra cui 11 maestre. E al momento dell’incidente sembra che il personale in servizio contasse 14 addetti. Oltre alla magistratura, però, anche la cooperativa sociale Koinè, che gestisce l’asilo, ha deciso di agire in autonomia istituendo una commissione interna. Infatti, come spiegato nel comunicato, “in attesa che la magistratura adotti i suoi provvedimenti, la cooperativa conferma la piena fiducia nel lavoro degli inquirenti. Dirigenti e operatrici hanno già fornito tutte le informazioni richieste e, nella logica della massima collaborazione, la commissione interna verificherà ogni dettaglio, mettendo i risultati a disposizione delle indagini“.
In sostanza, la commissione interna avvierà incontri con le operatrici per chiarire ogni aspetto dell’accaduto, con l’unico obiettivo di contribuire alla ricerca della verità.
© Riproduzione riservata


