“Sono orgoglioso di essere italiano, sono molto felice di essere nato in Italia, non in Austria o da un’altra parte“, aveva dichiarato Jannik Sinner nel corso della sua intervista esclusiva SkySport, chiarendo ogni dubbio sul suo sentimento nei confronti della Nazione che gli ha dato i natali e ponendo fine alle polemiche che ultimamente lo avevano travolto a seguito della rinuncia a partecipare alla Coppa Davis.
Eppure, anche stavolta, c’è stato chi non è rimasto contento. In questo caso a prendere la parola sono stati gli Schutzen sudtirolesi, gli eredi delle truppe anti-napoleoniche di Andreas Hofer da sempre mossi da un credo separatista. Il comandante Christoph Schmidt, ha scritto una lettera piuttosto particolare al numero 1 del ranking mondiale del tennis, chiarendo come le sue parole possano essere interpretate in maniera diversa a seconda dell’ascoltatore.
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La lettera degli Shutzen a Jannik Sinner
Sinner è infatti nato in Alto Adige, ovvero in una parte d’Italia piuttosto particolare, in cui in molti ancora non si ritengono del tutto appartenenti alla penisola. “In una società libera, ognuno è libero di definire la propria identità ma, caro Jannik, sai bene che affermazioni come queste, soprattutto se provenienti da una persona molto conosciuta, hanno ripercussioni che vanno ben oltre lo sport“, ha spiegato Schmidt, chiarendo che le sue frasi sono state accolte in maniera positiva dai nazionalisti italiani, “ma con preoccupazione qui da noi, perché toccano questioni di fondamentale importanza, come la nostro lingua, la nostra storia, la nostra identità“.
Il capo degli Schutzen ha voluto ricordare al campione altoatesino come tutte le parole abbiano un peso e come, di conseguenza, debbano essere pronunciate con una certa attenzione. “L’Austria, che avete ‘rifiutato’, ha difeso instancabilmente i diritti del popolo altoatesino durante decenni difficili, politicamente, diplomaticamente e culturalmente“, ha tuonato Schmidt, sottolineando come, senza queste battaglie, non sarebbero sopravvissuta l’autonomia dell’Alto Adige, così come il dialetto pusterese, parlato anche da Sinner.
Nella consapevolezza di tutti questi fattori, gli Schutzen hanno voluto presentare una richiesta al campione, affinché nelle sue prossime affermazioni pubbliche pesi adeguatamente le sue dichiarazioni. “Parlate, se volete, della vostra appartenenza all’Italia, ma fatelo con rispetto per tutti coloro che si identificano come altoatesini, ladini o membri di un altro gruppo minoritario“, si legge nella lettera, che si conclude poi con il ricordo della tutela che la Costituzione italiana garantisce all’identità culturale delle minoranze.
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