consorzio arcale

Simona Cinà, i dubbi della famiglia sulla morte: “Non troviamo i vestiti, perché alla festa non c’era alcool?”

A fare chiarezza sulla morte della giovanissima sarà l'autopsia. L'incarico sarà affidato al medico legale lunedì dalla Procura di Termini Imerese, titolare dell'inchiesta, che ha disposto il sequestro della salma

5 Min di lettura

Incombe il mistero sullamorte di Simona Cinà, la pallavolista di 20 anni trovata morta in una piscina. I genitori e i fratelli, tra cui la gemella, non capiscono cosa possa essere accaduto. I famigliari tutti hanno ricordato quanto la giovane fosse talentuosa negli sport acquatici, per cuinegano che non abbia saputo gestire una situazione di difficoltà in acque profonde.

Ciò che lamenta la famiglia è anche il fatto che non siano stati allertati in quel momento e che quando sono arrivati sul posto tutto era“stranamente pulito”, oltre a mancare le bottiglie di alcol. Ai famigliari, dunque, sembra poco plausibile che ad una festa di laurea non vi fosse alcolici. A mancare è anche la torta per il festeggiato.I genitori non riescono a comprendere il motivo per cui la villa non sia stata nemmeno sequestrata e, anzi, sia stata già affittata per altre feste.

Simona Cinà, la sorella: “Non abbiamo ritrovato neppure i vestiti di mia sorella, abbiamo trovato solo le scarpe”

Luciano, il padre diSimona Cinà, ha chiarito di volere soltanto la verità morte della figlia. Secondo i suoi parenti vi sarebbero troppi dettagli confusi su cosa sia accaduto realmente alla festa. “Non siamo stati chiamati, siamo stati noi a chiamare alle 4,45. Mia moglie ha chiamato per caso perché non la sentivamo, non ci chiamava nessuno“, ha raccontato, osservando come nessuno dei presenti abbia pensato che fosse necessario avvertire i famigliari della vittima.

La sorella gemella diSimona, Roberta, ha poi aggiunto che quando sono giunti sul posto della tragedia, i presenti“erano tutti zitti in un angolo, nessuno diceva nulla. Tra il confuso e l’incredulo“. Questi non avrebbero risposto ad alcuna domanda a loro posta. Secondo il suo racconto erano rimaste circa 20 persone alla festa di laurea. “Forse potevano fare qualcosa“, diche con una certa amarezza, per poi aggiungere che i testimoni avrebbero riferito di essersi accorti della vittima mentre pulivano. “La piscina era piccola e la consolle dove ballavano era minuscola. Le cose non tornano“, ha sostenuto la sorella di Simona.

Inoltre, i fratelli hanno spiegato che Simona conosceva solo cinque persone in totale alla festa. A far sorgere i dubbi, poi, il fatto che siano introvabili i vestiti della 20enne. Sul luogo della festa sono stati trovati solamente i vestiti. “Quando siamo arrivati il corpo di nostra sorella era già a bordo piscina“, hanno continuato, osservando come questo fosse coperto con un telo e avesse indosso solo un costume. I restanti invitati erano tutti in costume e bagnati e sul posto erano presenti i carabinieri e l’ambulanza.

Simona Cinà e la possibilità della droga

I due fratelli sono certi che Simona non avrebbe mai accettato della droga: “Simona aveva un bracciale di mia mamma a cui teneva molto e lo abbiamo trovato dentro la borsa conservato, quindi vuol dire che leiera pienamente in sè,perché ha pensato di conservare il bracciale. Se le avessero offerto della droga Simona avrebbe rifiutato. A lei queste cose fanno schifo“.

L’avvocato Giambrone che sta seguendo la famiglia ha detto: “Riteniamo anomalo il mancato sequestro della villa in cui è morta Simona Cinà.La consolle è stata rimossa dopo poche ore perché, pensate, la villa va a affittata per un’altra festa. La villa risulta anche in vendita”.

A fare chiarezza sulla morte della giovanissima sarà l’autopsia. L’incarico sarà affidato al medico legale lunedì dalla Procura di Termini Imerese, titolare dell’inchiesta, che ha disposto il sequestro della salma e il suo trasferimento all’istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo.

++Articolo in aggiornamento++

© Riproduzione riservata

Condividi questo Articolo
consorzio arcale

Avvertenza legale sulle immagini

Alcune delle immagini pubblicate all’interno di questa testata giornalistica sono tratte da fonti online liberamente accessibili. Tali immagini non sono in alcun modo utilizzate per finalità commerciali e i relativi diritti restano di esclusiva titolarità dei rispettivi aventi diritto.

Nonostante le verifiche preventive effettuate dagli autori (incluse, a titolo esemplificativo, l’analisi di metadati, Exif, watermark, loghi o altri segni distintivi), qualora la pubblicazione di un contenuto grafico dovesse risultare lesiva di diritti di proprietà intellettuale o di altri diritti soggettivi, la redazione, su richiesta del titolare, si impegna a rimuoverlo immediatamente o, ove richiesto, a indicarne correttamente l’attribuzione.

Eventuali segnalazioni possono essere inoltrate all’indirizzo e-mail:proprietaintellettuale@ildifforme.it.

In caso di accertata violazione, la redazione adotterà senza indugio ogni misura necessaria alla cessazione della stessa.