Daniela Missaglia e Domenico Aiello, legali di Alfonso Signorini, hanno scritto una lettera molto dura ad alcuni colossi del web, come Youtube, Facebook e TikTok, con la richiesta di eliminare i contenuti provenienti da Falsissimo, la trasmissione di Fabrizio Corona.
Secondo i legali, queste piattaforme hanno amplificato la diffusione “di materiale privato che danneggerebbe in maniera irreparabile la reputazione del conduttore televisivo”. Ad oggi su Fabrizio Corona pesa anche l’accusa per revenge porn.
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Signorini, la richiesta degli avvocati
“Avete consentito gravi crimini e condotto gli effetti di tali illeciti a dimensioni incommensurabili, rendendo le conseguenze irreversibili consentendo l’uso indiscriminato ed offensivo dei canali di comunicazione senza il benché minimo controllo“, così i legali del conduttore in una lettera rivolta ai grandi colossi.
“L’immagine di Signorini è irrimediabilmente deturpata dall’illecita, ripetuta, artefatta diffusione di conversazioni ed immagini attinenti la sfera privata più intima e personale. In questo modo, vengono violate le norme sulla tutela della privacy mentre i social e i provider fanno ricavi e profitti sulla sua reputazione grazie alla diffusione illecita di video ed immagini “, si legge ancora, come diffuso dal Corriere della Sera.
A questo punto gli avvocati chiedono di bloccare la diffusione delle puntate di Falsissimo, com’era accaduto qualche mese fa per Raoul Bova, perché, sottolineano che tali piattaforme potrebbero essere accusate di “ricettazione di dati di provenienza illecita“.
Signorini, il contenzioso tra i suoi legali e quelli di Antonio Medugno
Oltre a cercare di riparare al danno di immagine, gli avvocati di Alfonso Signorini devono rispondere ad una grave accusa mossa al loro assistito che ad oggi è indagato per violenza sessuale e estorsione. Dopo tale denuncia i suoi legali hanno definito ciò come “una mossa balorda” e prontamente è arrivata la risposta da parte dell’avvocata Morrone che segue il modello.
Al Corriere della Sera ha detto: “Le affermazioni volte a screditare il signor Medugno, definendolo ‘balordo’ e attribuendogli condotte preordinate al solo fine di ottenere visibilità, sono di una gravità inaudita oltre ad essere diffamatorie e del tutto estranee al tono e al rispetto che dovrebbe dimostrare un avvocato. Nessuna strategia difensiva può legittimare la diffamazione gratuita. È doveroso ricordare che un avvocato, per primo, dovrebbe astenersi da qualsiasi affermazione idonea a screditare pubblicamente una presunta vittima di violenza sessuale, evitando ogni forma di ulteriore vittimizzazione e dimostrando rispetto per la delicatezza della materia”.
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