Attentato a Sigfrido Ranucci, esplose le auto del conduttore e della figlia. Meloni: “Condanno il grave atto intimidatorio”

I pm dell'antimafia di Roma indagano su quanto avvenuto a Pomezia. Al momento, si procede per danneggiamento con l'aggravante del metodo mafioso, in attesa di ricevere le prime informative delle forze dell'ordine intervenute

4 Min di lettura

Sono le 22 di un normale giovedì sera a Pomezia e la famiglia di Sigfrido Ranucci, conduttore Rai e autore della testata Report, si trova a casa dopo una giornata di studio e lavoro. La figlia del giornalista ha fatto ritorno da pochi minuti e lo stress della giornata inizia pian piano a lasciare spazio al relax. Poi, d’improvviso, l’esplosione.

In pochi attimi, il caos prende possesso di Pomezia. Il boato è impressionante e nessuno sa bene cosa sia accaduto. Solo un post sui canali social dello stesso Ranucci chiarisce cosa sta succedendo. “Due ordigni hanno distrutto le automobili parcheggiate davanti casa a Campo Ascolano, alle porte di Roma“, ha scritto il conduttore, specificando che le deflagrazioni sono state così forti da scuotere l’intero quartiere in cui si trova la sua abitazione.

Le auto erano parcheggiate una vicino all’altra, come riferito dallo stesso giornalista in diretta su Rainew24. Nessuno è rimasto ferito, ma viene comunque ricordato che la figlia di Ranucci era passata poco prima nelle vicinanze dei mezzi per fare ritorno a casa. “La potenza dell’esplosione è stata tale per cui avrebbe potuto uccidere chi fosse passato in quel momento“, ha infatti messo in chiaro il giornalista.

Secondo quanto dichiarato dal volto Rai, sul posto sono prontamente intervenuti i carabinieri e gli investigatori della Digos, che hanno quindi dato avvio ai rilievi tecnici per appurare la natura delle esplosioni. Inoltre, la Procura di competenza si è attivata per le verifiche necessarie ed è stato avvisato anche il Prefetto.

I pm dell’antimafia di Roma indagano su quanto avvenuto a Pomezia. Al momento, si procede per danneggiamento con l’aggravante del metodo mafioso, in attesa di ricevere le prime informative delle forze dell’ordine intervenute. Questa mattina, Ranucci è stato scortato dai carabinieri mentre si recava a denunciare l’accaduto. “Sembra che si tratti di un ordigno rudimentale, ma ora bisogna capire la natura dell’esplosivo. Con tutte le minacce che riceviamo non è semplice risalire alla matrice“, ha spiegato.

La solidarietà della politica a Sigfrido Ranucci

Immediato l’arrivo dei messaggi di vicinanza e solidarietà da parte della politica italiana. Tra i primi ad esprimersi il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha voluto rendere pubblica la sua vicinanza al giornalista e la sua “ferma condanna per il grave atto intimidatorio da lui subito“. Il premier ha poi voluto ricordare che “la libertà e l’indipendenza dell’informazione sono valori irrinunciabili delle nostre democrazie, che continueremo a difendere“.

Durissimo anche il vicepremier Matteo Salvini, il quale ha definito quanto accaduto ieri a Pomezia un evento di gravità inaudita e inaccettabile“. Anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha evidenziato come le intimidazioni siano servite a colpire non solo il giornalista, ma la libertà stessa di informare ed esprimersi. Il leader di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, ha auspicato che le indagini sul caso proseguano velocemente e consegnino al più presto il responsabile alla giustizia. “Il dovere più urgente che abbiamo, soprattutto in politica, è stare al fianco di Ranucci, senza se e senza ma“, ha aggiunto.

A Sigfrido Ranucci va la solidarietà di tutta la nostra redazione, che condanna fermamente quanto accaduto ieri notte.

© Riproduzione riservata

TAGGED:
Condividi questo Articolo
Antichi Telai 1894

Avvertenza legale sulle immagini

Alcune delle immagini pubblicate all’interno di questa testata giornalistica sono tratte da fonti online liberamente accessibili. Tali immagini non sono in alcun modo utilizzate per finalità commerciali e i relativi diritti restano di esclusiva titolarità dei rispettivi aventi diritto.

Nonostante le verifiche preventive effettuate dagli autori (incluse, a titolo esemplificativo, l’analisi di metadati, Exif, watermark, loghi o altri segni distintivi), qualora la pubblicazione di un contenuto grafico dovesse risultare lesiva di diritti di proprietà intellettuale o di altri diritti soggettivi, la redazione, su richiesta del titolare, si impegna a rimuoverlo immediatamente o, ove richiesto, a indicarne correttamente l’attribuzione.

Eventuali segnalazioni possono essere inoltrate all’indirizzo e-mail: proprietaintellettuale@ildifforme.it.

In caso di accertata violazione, la redazione adotterà senza indugio ogni misura necessaria alla cessazione della stessa.