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Sergio Flamigni, addio al partigiano “instancabile ricercatore della verità”

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Era ricoverato in ospedale, a Bracciano. L’annuncio in una nota dell’Archivio che porta il suo nome. E’ morto a 100 anni tondi, Sergio Flamigni, partigiano, deputato e poi senatore del Pci negli anni d’oro del partito, dal 1968 al 1987.

Ha dedicato la sua vita a studiare ed approfondire il caso Moro, fino a conoscerne ogni sfaccettatura, tanto che pubblicò i più dettagliati libri sul delitto come “La tela del ragno“, “Trame atlantiche“, “Convergenze parallele“. Dal 1980, Flamigni venne chiamato a divenire membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’omicidio del presidente della Dc. E si occupò anche della loggia della massoneria P2, facendo parte dell’omonima commissione.

Nel corso degli anni accumulò una tanto imponente documentazione in materia di terrorismo, stragi, mafia e Propaganda 2, che nel 2005 l’ex partigiano decise di fondare l’Archivio Flamigni, per mettere a disposizione degli studiosi il materiale, divenendo un vero punto di riferimento. Ma tra le sue pubblicazioni figura anche la biografia molto critica sul capo delle Brigate Rosse, Mario Moretti, “la sfinge delle Br”.

Insomma, una vita, quella di Flamigni, “al servizio della democrazia, della Costituzione, delle istituzioni, della memoria storica, fedele agli ideali della gioventù“, come si legge nella nota che comunica il suo decesso. “La verità ha pazienza“, ripeteva sempre come ricorda la responsabile del centro, Ilaria Moroni, che lo commemora descrivendolo in una persona che “non ha mai mollato nella ricerca della verità, portando avanti gli ideali della Resistenza”.

Schlein: “Siamo grati a Flamigni di tutto, e gliene saremo sempre”

Molti i messaggi di cordoglio dal mondo della politica. Tra i primi, il segretario del Pd, Elly Schlein: “Se c’è una parola che ha contraddistinto la vita di Sergio Flamigni questa è forse verità: partigiano, parlamentare, è stato un instancabile studioso del caso Moro“. La dem lo ricorda quindi come “tra i più attenti e tenaci ricercatori delle cone d’ombra della vicenda Moro, delle responsabilità e dei depistaggi e ha dedicato tutta la vita alla difesa della democrazia, della Costituzione“.

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