Ilcaso don Marelliha sconvolto negli ultimi mesi la comunità diSeregno, in Lombardia. Il prete,ex direttore della FOM(Fondazione Oratori Milanesi) è stato accusato diabusi sessuali su minori, che sarebbero presumibilmente avvenuti nell’oratorio di San Giuseppe, dove il prelato gestiva un centro estivo.
Dopo più di un mese arrivauna prima sentenza dal processo canonicodel Tribunale ecclesiastico regionale che lo vedecolpevoledi due fattispecie per l’ordinamento cattolico: atti contro il sesto comandamento del decalogo con minore da parte di un chierico e atti contro il sesto comandamento del decalogo da parte di un chierico con persona maggiorenne, compiuti tramite abuso di autorità.
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Al momento, invece, è ancorain corso l’indagine gestita dalla procura di Monza. Il nome del sacerdote è iscritto nel registro degli indagati e al momento gli inquirenti stanno raccogliendo diverse testimonianze, per comprendere in che modo procedere. Come riportaIl Fatto Quotidiano, l’inchiesta di Monza è partita a seguito di più denunce.
Seregno, l’incubo del San Giuseppe
Marzo 2025: Don Marelliviene accusato di abusi dalle famiglie delle vittime. Queste ultime all’epoca dei fatti,fra il 2021 e il 2023,minorenni o da poco maggiorenni, frequentavano ilcentro estivodell’oratorio gestito da don Samuele. Il prete era sempre stato descritto come un amico dei giovani, molto vicino ai ragazzi.
All’epoca, secondo quanto emerso, si parlava di presunticommenti spiacevoli da parte del prelato, ma anche di presunti fatti più gravi come obbligare i ragazzi a fare le docce tutti insieme, palpeggiamenti e foto “hot“. Il clima pesante al San Giuseppe aveva fatto insospettire non solo le famiglie delle vittime ma anchela Diocesi di Milano, che nel2024aveva fatto prendere un “periodo di riflessione” a don Marelli, sollevandolo temporaneamente dai suoi incarichi.
Un anno più tardile vittime, sostenute dalle loro famiglie,hanno deciso di denunciarei fatti alle autorità. La procura ha quindi aperto un fascicolo e ha iniziato ad indagare.Nel frattempo la Curia ha predisposto subito prove, testimonianze e documenti per intentare il processo canonico verso don Marelli.
Seregno, la sentenza del processo canonico: colpevole
E così, il tribunale ecclesiastico ha emesso dopo più di un mese la sentenza di primo grado, secondo cuidon Marelli sarebbe colpevole delle due fattispecie.Dopo quanto comunicato dal tribunale alla Diocesi di Milano, il preteè stato condannato al sollevamento da tutti i suoi incarichi ecclesiastici per 5 anni.
Inoltre don Samuele, secondo la sentenza,non potrà cercare contatto con minorise non sotto la supervisione di un maggiorenne e soprattuttonon potrà cercareil contatto deiragazzie dellacomunità a cui era legato, perché la sentenza gli vieta anche di poter vedere le persone “canonicamente domiciliate a Seregnodurante il periodo in cui ha svolto ivi l’attività sacerdotale“.Come sottolineato dalla stessa diocesi, la sentenza non è definitiva ed è possibile che il processo prosegua con un appello.
Seregno, le parole di monsignor Elli
A sostituire don Marelli a San Giuseppe è statomonsignor Michele Elli, della diocesi di Monza. Il prelato ha celebrato la sua prima messa a Seregno e ha incoraggiato la comunità cattolica del luogoa non disperdersi in questo momento di difficoltà.
“Sono qui a pregare con voi, in questo momento così complicato, come segno di condivisione verso chi sta soffrendo“. Così, il monsignore ha aperto l’omelia della messa di domenica poco dopo la sentenza di don Samuele. “Noi– ha continuato –non crediamo negli uomini ma in Gesù Cristo“, e riferendosi al caso di don Marelli, mons. Elli ha aggiunto come “gli uomini tante volte ci deludono“.
Auspicato che Dio possa perdonare don Samuele, ha espresso la massima vicinanza alla comunità di Seregno da parte sua e delvescovo di Milano,Mario Delpini.Per portare forza e sostegno ai ragazzi vittime degli abusi di don Marelli, è stato inoltre recitato un rosario collettivo in chiesa.
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