“Si protrarranno fino a sera i colloqui tra Andrea Sempio e la nostra psicologa, psicoterapeuta e criminologa, volti a tratteggiarne la personalità. Sarà utile da contrapporre o eventualmente accompagnare quella fatta dai Racis”. Così l’avvocato Liborio Cataliotti ha spiegato la presenza a Roma dell’indagato nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. Il legale ha precisato che la difesa ha recuperato tutto il materiale probatorio, documentale e informatico, distribuendolo tra i consulenti incaricati, già al lavoro su cinque distinte consulenze tecniche.
Infatti, come riportato da Il Messagero, Andrea Sempio è arrivato nella Capitale lunedì mattina, partendo da Milano Rogoredo con un treno ad alta velocità e scendendo a Termini con due zaini e un trolley, segno di una permanenza non breve. Con lui anche l’avvocata Angela Taccia. Dopo essersi avvalso della facoltà di non rispondere davanti ai pubblici ministeri, Sempio mantiene una linea di assoluta prudenza. “Capisce che se non ho risposto ai pm, non posso farlo con lei”, ha detto ai giornalisti. Intanto, la difesa insiste sulla presunzione di innocenza e contesta l’impianto accusatorio.
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Le intercettazioni in auto e i dialoghi familiari
Tra gli elementi ritenuti significativi dagli inquirenti vi sono alcune intercettazioni del 2017. In particolare, in una conversazione in auto con i genitori, la madre afferma: “Se ti succedeva a 19 anni era peggio”. Il figlio replica: “Mi è successo a 19 anni”. La madre, però, insiste: “A 19 anni non ti è successo il casino come adesso. Ti rovinavi la vita, ormai sei più maturo”. Un passaggio che, secondo la Procura di Pavia, non necessita di ulteriori commenti per poter essere considerato attinente ai fatti oggetto dell’indagine.
Al centro dell’attenzione investigativa anche alcuni soliloqui registrati nella vettura. In uno di questi, Sempio farebbe riferimento alle9:30 del mattino, orario compatibile con l’ingresso nella villetta di via Pascoli il 13 agosto 2007. I genitori hanno sempre sostenuto che quella mattina il figlio fosse rimasto a casa fino alle 10 prima di spostarsi a Vigevano. Tuttavia, appunti manoscritti e annotazioni su una bicicletta nera vista nei pressi dell’abitazione riaprono numerosi interrogativi sugli spostamenti avvenuti all’epoca.
L’impronta 33
Punto centrale resta ancora la cosiddetta “impronta 33”, rilevata sulla parete delle scale della villetta. Secondo una recente consulenza del Ris, la traccia apparterrebbe alla mano destra di Sempio e sarebbe stata lasciata da un contatto con materiale organico poi reagito alla ninidrina. Secondo quanto riportato da La Repubblica, 8 ufficiali hanno sottoscritto la relazione tecnica, attribuendo con decisione l’orma all’indagato.
La difesa, invece, respinge questa lettura e richiama precedenti analisi che non avevano consentito delle attribuzioni certe. Se da un lato l’accusa, parla di conclusioni univoche, dall’altro la difesa è impegnata a smontare punto per punto le nuove risultanze.
Il profilo psicologico di Sempio e la strategia difensiva
Accanto agli accertamenti tecnici, assume rilievo anche il profilo comportamentale dell’indagato. Nelle apparizioni televisive, Sempio avrebbe mostrato un atteggiamento controllato. Diversa, secondo le relazioni investigative, la postura nei soliloqui registrati in auto, dove emergerebbero tentativi di rievocazione e rielaborazione dei fatti.
È proprio qui che si inserisce la nuova consulenza psicologica voluta dalla difesa, destinata a confrontarsi con quella delRacis. “Abbiamo distribuito il materiale tra i nostri consulenti”, ha spiegato Cataliotti. Cinque pareri tecnici, dunque, per costruire una linea difensiva strutturata. L’indagine giudiziaria si basa ora più che mai su analisi scientifiche, interpretazioni comportamentali e tenuta probatoria di ogni singolo elemento raccolto sul caso Garlasco.
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