Scambio di embrioni al San Raffaele di Milano: parla il responsabile del Centro

Il responsabile del Centro di Procreazione medicalmente assistita dell’ospedale, Enrico Papaleo, spiega che una delle due biologhe “ha letto la riga sbagliata” e che da ora in avanti “il laboratorio non prepara più nulla finché la paziente non è in sala”. Circa un anno fa un altro episodio, diverso da questo caso, aveva coinvolto 12 coppie

4 Min di lettura

Dopol’episodio del 23 luglio scorsoche ha portato al centro delle cronache il San Raffaele di Milano, in un’intervista alCorriere della SeraparlaEnrico Papaleo, responsabile del Centro di Procreazione medicalmente assistita (Pma) dell’ospedale. Nei giorni scorsi è venuto alla luce che a causa di un “errore umano” un embrione era stato impiantato alla donna sbagliata, per questo il ministero della Salute ha preso la decisone di fermare per 15 giorni il laboratorio di Embrionologia del Centro.

Enrico Papaleo spiega che la mattina dell’evento “erano previsti due transfer. Le due biologhe preparavano le piastre con gli embrioni mentre la paziente, in parallelo, veniva identificata in sala pre-ricovero da medico e infermieri. Era la sequenza che usavamo allora”. Secondo il responsabile l’errore è nato perchéuna delle due ha letto la riga sbagliatadel programma operatorio e ha estratto dagli incubatori la paziente B invece della A”.

Successivamente “le piastre sono state riposte negli incubatori. E in sala è entrata la paziente A: nel giro di pochi minuti le hanno controllato braccialetto e scheda di laboratorio, entrambi della A, corretti. Ma erano convinte di aver già verificato anche le sue piastre. Erano di B”. Papaleo al quotidiano specifica che i “double check erano stati eseguiti” ma che “la discrepanza era sfuggita a entrambe le operatrici”.

Il responsabile del Centro poi rivela che dopo questo episodio si adotterà un metodo diverso: “Il laboratorio non prepara più nulla finché la paziente non è in sala. Prima si identifica, poi si prendono le sue piastre. Così il richio di mix match si azzera. Una modifica decisiva concordata con Ats e Centro nazionale trapianti”.

San Raffaele di Milano e il precedente

Nel frattempoLa Repubblicariporta di un caso che risale a circa un anno fa e che avevacoinvolto 12 coppie, protagonista il centro di Pma dell’ospedale in questione. Secondo quanto emerso alle 12 donne coinvolte erano stati prelevati gli ovociti e poi erano stati fecondati con gli spermatozoi maschili , creando quindi gli embrioni. Quest’ultimi poi erano stati messi dentro delle piastre che contengono unterreno di colturaper farli crescere fino a quando non sarebbero arrivati allo stadio che permette il trasferimento nell’utero delle pazienti.

Purtroppo qualcosa è andato storto e una delle coppie alTgR Lombardiaha sottolineato che una “non conformità del terreno di coltura ha compromesso la progressione” degli embrioni, che non sono stati impiantati. Una situazione confermata dallo stesso ospedale.

Alla Rai una delle donne coinvolte ha raccontato che “si è bruciata la macchina che conteneva nel congelatoregli ovuli. Al terzo giorno si sono tutti bruciati, i miei e quelli delle altre 11 donne che quel giorno hanno fatto il prelievo”. Una delle ipotesi avanzate dai responsabili di laboratorio è che il terreno di coltura, preso da fornitori esterni, avesse dei problemi.

© Riproduzione riservata

Condividi questo Articolo
consorzio arcale

Avvertenza legale sulle immagini

Alcune delle immagini pubblicate all’interno di questa testata giornalistica sono tratte da fonti online liberamente accessibili. Tali immagini non sono in alcun modo utilizzate per finalità commerciali e i relativi diritti restano di esclusiva titolarità dei rispettivi aventi diritto.

Nonostante le verifiche preventive effettuate dagli autori (incluse, a titolo esemplificativo, l’analisi di metadati, Exif, watermark, loghi o altri segni distintivi), qualora la pubblicazione di un contenuto grafico dovesse risultare lesiva di diritti di proprietà intellettuale o di altri diritti soggettivi, la redazione, su richiesta del titolare, si impegna a rimuoverlo immediatamente o, ove richiesto, a indicarne correttamente l’attribuzione.

Eventuali segnalazioni possono essere inoltrate all’indirizzo e-mail:proprietaintellettuale@ildifforme.it.

In caso di accertata violazione, la redazione adotterà senza indugio ogni misura necessaria alla cessazione della stessa.