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Caso Sangiuliano, Boccia rinviata a giudizio, suoi legali negano le accuse: “Nessuno stalking, era l’ex ministro a dirsi follemente innamorato”

Il caso dell’ex ministro della Cultura che ha denunciato l'imprenditrice di Pompei Maria Rosaria Boccia arriva in tribunale, il gup di Roma la rinvia a giudizio per stalking, lesioni e interferenze illecite: il processo inizierà il prossimo 6 ottobre

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Una storia che per mesi è rimasta ai margini del dibattito pubblico entra ora ufficialmente in tribunale. Con la decisione del gup di Roma di rinviare a giudizio Maria Rosaria Boccia, la vicenda che coinvolge l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano esce dalla fase delle denunce e delle accuse ed entra nel vivo del processo. 

A partire dal 6 ottobre, i giudici saranno chiamati a valutare se i comportamenti contestati all’imprenditrice integrino reati gravi come stalking, lesioni, interferenze illecite nella vita privata e diffamazione a scapito dell’ex titolare di via del Collegio Romano.

Le accuse contro Boccia di condotte ossessive 

Secondo l’atto di chiusura delle indagini della Procura di Roma, l’imprenditrice avrebbe messo in pratica condotte ossessive e invasive, mirate a esercitare un controllo costante sulla vita privata, professionale e istituzionale dell’ex ministro.

Gli inquirenti contestano a Boccia una progressiva escalation di richieste. In prima battuta, quello che sembra fosse un tentativo di ottenere una collaborazione lavorativa con nomina fiduciaria, che avrebbe giustificato una presenza quotidiana negli uffici ministeriali. Successivamente, azioni volte a screditare i collaboratori più vicini a Sangiuliano, favorendone l’isolamento.

Tra gli episodi più gravi figurano anche delle presunte pressioni per accedere al telefono cellulare del ministro, utilizzato anche per comunicazioni istituzionali, richieste di consegna del dispositivo nonché delle password e persino la pretesa di un accesso remoto indiscriminato alle applicazioni.

Sangiuliano lo definisce un incubo di violenza inaudita

Per i legali dell’ex ministro e della moglie, gli avvocati Silverio Sica e Giuseppe Pepe, il rinvio a giudizio rappresenta una prima verità giudiziaria. Pur non trattandosi di una sentenza, la decisione del gup viene letta come una conferma della solidità delle accuse.

Secondo la parte civile, negli atti processuali sarebbero presenti prove inequivocabili, comprese chat in cui la stessa imputata riconoscerebbe alcuni comportamenti. I difensori parlano apertamente di uno stalking pesante, che avrebbe segnato in modo permanente la vita dell’ex ministro e della sua famiglia.

La difesa di Maria Rosaria Boccia controbatte e solleva alcuni interrogativi 

Ha un parere diametralmente opposto la linea dei difensori di Maria Rosaria Boccia, gli avvocati Francesco Di Deco e Saverio Sapia, che definiscono incomprensibile l’accusa di stalking. Secondo i legali dell’imprenditrice di Pompei, Sangiuliano avrebbe sempre avuto la possibilità di interrompere il rapporto. Elemento che, a loro avviso, escluderebbe la configurazione del reato.

Dubbi vengono sollevati anche sull’accusa di lesioni, con riferimento a presunte incongruenze tra le certificazioni mediche e al fatto che uno dei documenti sarebbe stato depositato a distanza di due mesi dai fatti contestati.

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