Sono giunte le relazioni da parte del Nas e della Squadra Mobile. La Procura di Milano ha deciso di aprire un’inchiesta conoscitiva, senza titolo di reato né indagati. Si tratta del caso scoppiato al San Raffaele che ha mandato in tilt Medicina ad alta intensità, Medicina di cure intensive e l’Admission room, fino alle dimissioni dell’amministratore unico Francesco Galli. Ora, quindi lo svolgersi dei passi successivi all’indagine dell’Ats, l’Agenzia di Tutela della Salute attivata nell’immediato dello scoppio della vicenda per capire che cosa sia realmente accaduto, dall’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso.
Al centro della questione figura l’affidamento dei servizi infermieristici al personale di una cooperativa esterna, che si presume abbia commesso errori tali da costringere il San Raffaele a bloccare gli accessi al pronto soccorso e a “dirottare” i pazienti, che in genere sono in condizioni delicate, in altri dipartimenti.
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Il caos è scoppiato tra il 5 e 7 dicembre scorso quando il padiglione di cure intensive del San Raffaele, il cosiddetto Iceberg, è andato fuori fase per la presunta inesperienza del personale infermieristico assunto da una cooperativa esterna a cui era stata affidata l’assistenza dei malati, non all’altezza con rischi per i pazienti.
L’indagine è stata assegnata al pm Paolo Filippini, del dipartimento guidato dall’aggiunto Tiziana Siciliano. Il fascicolo servirà a far luce su quanto accaduto. Al momento, sarebbero vari i profili che la Procura sarà chiamata a passare al vaglio prima ancora di decidere se sussista un’ipotesi di reato. Le indagini in corso dovranno analizzare e verificare le eventuali gare o gli affidamenti diretti di un intero reparto a una cooperativa esterna che, come denunciato anche dai sindacati, avrebbe mostrato errori di comunicazione, logistici, nella gestione dei turni e di formazione del personale sanitario-infermieristico, con scarsa conoscenza della lingua italiana, delle procedure cliniche, dei dosaggi dei farmaci.
Ma da valutare è anche se si sia trattato di un errore, temporaneo, o di una precisa scelta del management dell’IRCCS. I pm Filippini-Siciliano potrebbero valutare l’ipotesi di interruzione di pubblico servizio. E in forma preliminare, occorre comprendere anche la “veste” giuridica di un ospedale privato che offre le prestazioni del Servizio sanitario nazionale grazie alle convenzioni con Regione Lombardia. Per il momento, risulterebbe difficile l’ipotesi di lesioni sui pazienti a cui sono stati somministrati quantitativi sbagliati di farmaci in assenza di referti medici e querele da parte degli stessi.
Intanto, con la decisione presa dal consiglio di amministrazione del gruppo del San Raffaele di revocare a Galli l’incarico, a prendere le redini è Centenari, nella duplice veste di Amministratore Delegato del Gruppo e Amministratore Unico dell’ospedale.
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