Nella chiesa di San Lorenzo in Lucina, il dibattito tra chi è favorevole e chi contrario alla controversia che coinvolge il dipinto dell’angelo con il volto di Giorgia Meloni non si placa. Pur senza la folla gestita dal servizio d’ordine improvvisato della domenica, la basilica continua ad accogliere persone davanti all’opera, intenti a scattare foto o postare sui social.
Non mancano i più intraprendenti che cercano l’inquadratura perfetta per un selfie con il cherubino sullo sfondo, sebbene presto l’angelo verrà modificato per ripristinare il suo aspetto originale, che, secondo le dichiarazioni parziali dell’autore Bruno Valentinetti, non rappresentava il volto dell’attuale premier. Come appreso da la Repubblica, restano alcuni passaggi burocratici da completare, ma il parroco e i tecnici del vicariato di Roma hanno affrontato il tema durante una telefonata.
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San Lorenzo in Lucina, Angelo con volto della Premier: presto la correzione
Monsignor Daniele Micheletti, responsabile della parrocchia di San Lorenzo in Lucina, è al centro delle polemiche da due giorni. Intanto, la soprintendenza speciale di Roma, su indicazione del ministro della Cultura Alessandro Giuli, ha avviato ricerche d’archivio per recuperare documentazione visiva o progettuale del dipinto originale della cappella del Crocifisso, realizzato nel 2000. La comparazione con la versione attuale, risultato del restauro concluso nel 2025 ma esposto al pubblico solo l’8 dicembre scorso, è necessaria: all’epoca dei lavori, che dovevano preservare l’iconografia e lo stile decorativo originale, una comunicazione in tal senso era stata inviata nel 2023.
Benché l’ufficialità spetti alla soprintendenza, non ci sono più dubbi che il volto rappresentato appartenga a Meloni. Come si legge su la Repubblica, durante un colloquio diretto con i tecnici del vicariato, monsignor Micheletti ha ammesso la necessità di procedere con una modifica dell’opera. Il parroco conferma che si sta cercando una soluzione: non si può rimanere bloccati su una simile polemica. Il ritorno al dipinto originale sembra ormai l’opzione preferita. Monsignor Micheletti non teme però conseguenze personali: non esiste alcuna norma che vieti di inserire un volto specifico in un’opera sacra, e la sua possibile rimozione richiederebbe un processo canonico e una valida giustificazione.
In ogni caso, vista la disponibilità già garantita dal parroco per correggere la raffigurazione, questa strada non appare necessaria. I tempi per la modifica restano incerti ma non dovrebbero essere lunghi: si attende il verdetto della soprintendenza e una riunione tra quest’ultima, gli enti coinvolti e Micheletti per stabilire il prossimo passo. La posizione ufficiale della Chiesa sembra ormai chiara. Il cardinale Baldo Reina, poche ore dopo la diffusione della notizia, ha sottolineato che l’arte sacra e le immagini della tradizione cristiana devono essere preservate da interpretazioni improprie o utilizzi strumentali, poiché destinate esclusivamente a sostenere la liturgia.
Nel frattempo, il restauratore di San Lorenzo in Lucina, Valentinetti, sembra ironizzare sulla vicenda durante un’ospitata a La Pennicanza, il programma di Fiorello. Nel corso della puntata racconta scherzando che Meloni gli sarebbe apparsa in sogno vestita di bianco come la Madonna di Fatima, ordinandogli di dipingere l’angelo con il suo volto. Rimane l’interrogativo su chi materialmente interverrà sull’opera. Per monsignor Micheletti non ci sono dubbi: sarà ancora Valentinetti a occuparsene, ma questa volta seguendo precise raccomandazioni.
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