Salim El Koudri, indagato per strage nel quadro del tragico evento avvenuto a Modena il 16 maggio scorso,avrebbe cercato nell’ultimo periodo contenuti relativi ad attentati commessi in Europa. Secondo quanto riportato dall’ANSA, l’accusato avrebbe condotto ricerche web e su piattaforme generaliste, scaricando anche alcuni contenuti.
Si tratta diuno dei primi esiti emersi dall’analisi dei dispositivi elettronici del 31enne, sequestrati nella sua abitazione dopo che l’indagato avrebbe investito 7 persone a Modena schiantandosi con l’auto contro la vetrina di un negozio. Nei giorni scorsi avevano fatto scalpore alcune email mandate dall’indagato all’ateneo dell’Università di Modena, dove avrebbe insultato i cristiani e chiesto di lavorare, scusandosi subito dopo. Inoltre, durante i colloqui con il suo avvocato, il 31enne di Ravarino avrebbe espresso la suafrustrazione sul fatto che non riusciva a trovare un impiego.
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Nonostante i nuovi dettagli emersi sulle ricerche web, si ricorda che laProcura di Modena, nella richiesta di convalida dell’arresto e della custodia cautelare in carcere,non ha contestato l’aggravante terroristicao di odio razziale, tantomeno quello della premeditazione, come riferito dal legale del 31enne Fabio Giannelli fuori dal carcere.Nell’ordinanza di convalida, emessa dalla gip Donatella Pianezzi, si legge chenon ci sarebbero elementi per ritenere che l’indagato fosse incapace di intendere e volerequando ha commesso il fatto. Nella motivazione data dalla gip per la convalida dell’arresto vi era il pericolo concreto di fuga.
Ma, secondo fonti investigative, queste nuove ricerche emerse potrebbero essere ricondotte ad una specie di autosuggestione, che potrebbe essere inserita nel quadro del disagio psichico. Proprio su quest’ultimo, a dare numerosi dettagli era stato il legale della difesa Fabio Giannelli, che ha richiesto la perizia psichiatrica. Al momento,l’indagato si trova in carcere sotto cura farmacologica.
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