Non ce l’ha fatta, il turista scozzese di 54 anni rimasto ferito nell’esplosione della palazzina di due piani a Monteverde. L’indagine aperta dalla Procura di Roma aveva portato ad ipotizzare soloi reati di lesioni colpose e disastro colposo. Ora verrà disposto l’esame autoptico sulla salma dell’uomo deceduto dopo il ricovero in ospedale per le gravi ustioni riportate sul 70% del corpo.
Il procedimento attuato dagli inquirenti coordinati dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo,risulta attualmente contro ignoti. Le indagini sono iniziate con l’ascolto da parte dei carabinieri della Compagnia Trastevere, di alcuni testimoni tra cui il proprietario del B&B dove alloggiava la vittima. L’inchiesta dei pm di Piazzale Clodio sono attualmente in corso per appurarele cause che avrebbe portato all’esplosionee al successivo crollo dell’immobile, motivo per cui hanno affidato una consulenza. Nel mentre l’area continua a rimanere sotto sequestro.
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Una forteesplosionee poi il crollo. Intorno alle 8:30 del mattino, la zona diMonteverdea Roma è stato scossa dall’improvvisa distruzionedi una palazzina di due piani,situata in via Pio Foà, all’incrocio con via Vitellia. Sembrerebbe, secondo le testimonianze delle persone presenti, che poco prima del crollo sia stata sentita un’esplosione. Uno dei presenti avrebbe dichiarato che dalboatosi sarebbe potuto pensare che fosse una bomba.
Immediato l’intervento delle forze dell’ordine. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i soccorritori e i vigili del fuoco, che hanno immediatamente dato inizio alle ricerche per comprendere se nelle macerie potesse esservi qualche ferito.Un uomo, un cinquantaquattrenne di origini scozzesi, è stato estratto vivo dai resti del palazzoed è stato immediatamente trasportato dai soccorsi del 118 in codice rosso all’ospedale Sant’Eugenio. Secondo quanto è stato possibile apprendere, la vittima avrebbe riportato traumi alle gambe e ustioni su circa il 70% del corpo.
Al momento, proseguono le ricerche dei vigli del fuoco e dei carabinieri per escludere che vi possano essere altre persone rimaste coinvolte nel crollo. Inoltre, da una prima osservazione, non sembrachenel palazzosi siano sprigionate fiamme. Sul posto è giunto il sindaco della Capitale,Roberto Gualtieri, che ha sottolineato come l’esplosione abbia anche danneggiato il muro di Villa Pamphili. Il primo cittadino ha chiarito che il ferito è ospite di un B&B, di cui si sta valutando la regolarità. “Per ragioni di sicurezzasi valuteranno evacuazioni di altre palazzineche potrebbero essere a rischio. Non ci sono persone sotto le macerie, questo mi dicono i vigili del fuoco che hanno ispezionato l’area“, ha poi aggiunto.
Come riportaLaPresse, nella zona si sarebbe sprigionato unforte di odore di gas, per cui si ipotizza che questo elemento possa essere coinvolto nell’esplosione. Il crollo dell’edificio ha anche provocato la distruzione di alcune auto parcheggiate sotto l’edificio.
Roberto Saviano: “Vivevo in quel palazzo, che strazio vederlo così”
“Per tutte le persone che mi stanno scrivendo preoccupate: già da giorni non vivevo più al 43 di via Vitellia. Grazie per la premura“, esordisce lo scrittore e giornalista, Roberto Saviano, che in uno storia sui social auspicando buona guarigione alla persona estratta. “Che strazio vedere in macerie un luogo dove ho amato vivere“, continua Saviano confermando aFanpageche era in affitto proprio nell’abitazione esplosa. A quanto pare, i proprietari dell’immobile avevano deciso di farvi un appartamento per turisti e affitti brevi.
Il racconto del figlio della vittima del crollo
Adnkronosha riportato le parole delfiglio dell’uomoche è statoestratto vivodalle macerie della palazzina. Il ragazzo ha raccontato di essere stato avvisato dalla compagna di suo padre, che gli avrebbe detto dell’esplosione e del crollo. “È successo un casino è esploso tutto il condominio. Vieni subito“, avrebbe detto e all’arrivo del giovane, questo si è trovato di fronte ad uno scenario catastrofico.
“Quando sono arrivato, una donna mi ha detto di aver visto papà, che stava bene, mentreil suo cane maremmano, con dei tagli, si dava da fare sopra alle macerie, da dove l’uomo ferito gridava e chiedeva aiuto“, ha spiegato, ripercorrendo gli attimi di terrore che hanno preceduto la liberazione di suo padre dalle macerie.
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