Negli ultimi giorni, il nome diRita De Crescenzoè al centro di un acceso dibattito legato all’invasione di Roccaraso, località montana abruzzese presa d’assalto da un numero impressionante di turisti, conconseguenti polemiche sul fenomeno dell’overtourisme l’abbandono indiscriminato di rifiuti. Il caso ha assunto una risonanza nazionale ed internazionale.
Si dice che dietro tutto questo ci sia, appunto,l’influencer napoletana. La tiktoker dal seguito impressionante (quasi due milioni e mezzo di follower), Rita De Crescenzo è una figura nota per la sua attitudine travolgente. La sua notorietà si è consolidata grazie avideo virali, tormentoni e un marchio di abbigliamento.
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Roccaraso, l’invasione e la rilevanza di Rita De Crescenzo
Domenica 26 gennaio,oltre 200 pullman turistici hanno invaso Roccaraso, una delle principali mete sciistiche dell’Abruzzo,creando disagi e polemiche. Il flusso incontrollato di visitatori ha messoin ginocchio la piccola cittadina, spingendo il Comune a introdurre misure restrittive perlimitare nuovi arrivi di massa.
La responsabilità è stata data aRita De Crescenzo, che nei giorni precedenti aveva pubblicato contenuti in cuiesaltava le bellezze del posto, scatenando una vera e propriacorsa verso l’Abruzzo. L’influencer si è così difesa: “Non mi sento responsabile dei disagi, ho solo detto che Roccaraso è un posto bellissimo. La gente è libera di muoversi come vuole.Non posso essere responsabile del comportamento degli altri“. In più, ha aggiunto: “Tornerò domenica prossima e continuerò a raccontare Roccaraso“.
Oltre al ruolo della donna, il dibattito si è allargato alle agenzie di viaggio che hanno propostoofferte low-cost per la trasferta, con prezzi tra i 20 e i 30 euro per l’intera giornata. Il deputatoFrancesco Emilio Borrelli ha duramente criticato l’evento, sollevando dubbi sulla regolarità di questi viaggi organizzati.
L’episodio di Roccaraso e di Rita De Crescenzo è stato ripreso datestate estere, arrivando anche sullaTV di Stato spagnola. La vicenda ha, infatti, acceso un dibattito, non solo sul potere dei social media nell’influenzare il turismo, ma anche sulleresponsabilità individuali e collettivenel preservare il decoro dei luoghi visitati.
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