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Ritrovate le cinture di Raffaella Carrà rubate alla mostra ‘Rumore’

La vicenda delle cinture indossate da Raffaella Carrà, sottratte in occasione della mostra “Rumore”, è giunta al capolinea: i due oggetti iconici sono stati restituiti

2 Min di lettura

Un pacco misterioso è stato recapitato agli uffici comunali di San Benedetto del Tronto. Inaspettatamente, all’internosono state trovate le due cinture di Raffaella Carrà che erano state sottrattealla mostra “Rumore”,ospitata alla Palazzina Azzurra della città marchigiana. I due oggetti appartengono ad abiti iconici della nota cantante. Sembrerebbe, quindi, che i presunti responsabili del furto si siano pentiti del gesto.

Il 10 maggio scorso erano stati i proprietari diCollezioni Carràe curatori della mostra, Giovanni Gioia e Vincenzo Mola,a denunciare la scomparsa delle cinture. “Per noi questa collezione non è un lavoro,ma un gesto d’amore verso Raffaella e verso ciò che ha rappresentato per la cultura italiana”, hanno esordito così i due curatori dopo la bella notizia. I due hanno poi aggiunto: “Sapere che questi pezzi sono stati restituiti ci riempie di gioia e ci restituisce serenità”.

Ritrovate le cinture di Raffaella Carrà: la gratitudine di Collezioni Carrà

I proprietari diCollezione Carràhanno espresso la loro soddisfazione e gratitudine per l’esito di questa vicenda, sottolineando che “riconoscere un errore e trovare la forza di tornare sui propri passi è qualcosa che appartiene alla parte più autentica della coscienza umana”. I curatori, nonostante il furto, si sono mostrati “riconoscenti verso chi ha scelto di restituire le cinture”. E hanno definito il gesto come “un segnale importante, che dimostra come il senso di responsabilità possa ancora prevalere”.

I due oggetti hanno un grande valore simbolico ed erano stati esposti durante la mostra, insieme ad altri pezzi iconici. In particolare, le due cinturefanno parte di due abiti che lo storico volto della televisone italiana ha indossato nel programma“Amore”del 2006e nella prima puntata della quarta edizione di “Carramba che fortuna” del 2008. Il ritrovamento ha così dato un lieto fine alla vicenda, sulla quale stavano indagando gli inquirenti, ipotizzando che gli oggetti erano stati sottratti durante le ore di apertura al pubblico.

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