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Raoul Bova, si indaga per tentata estorsione: sequestrato il telefono di Martina Ceretti

Partito come gossip, il fatto che coinvolge Raoul Bova potrebbe finire in un procedimento penale a causa di ricatti ricevuti da ignoto. Ora c'è un indagato, si tratta di Federico Monzino: pare che sia stato lui a ricattare l'attore, sequestrato anche il telefono della giovane

5 Min di lettura

Qualche settimana fa sarebbe arrivato un sms a Raoul Bova: “O paghi o le tue chat con Martina verranno diffuse“. Il messaggio pare essere stato mandato da un ignoto che appare come prestanome. Qualche giorno dopo quelle chat sono state diffuse ed è scoppiato il caso di cui si parla da giorni. Adesso c’è un primo indagato: probabilmente a mandare quel messaggio è stato Federico Monzino, amico di Martina Ceretti, la ragazza con cui Bova si è scambiato i messaggi.

Adesso la procura ha deciso di aprire un’inchiesta sul presunto ricatto che ha ricevuto l’attore. La situazione, inoltre, si complica dato che anche la sua compagna, Rocio Munoz Morales, ha rivelato di non essere a conoscenza di tutto ciò ma di aver scoperto il fatto solo dopo le rivelazioni di Fabrizio Corona.

Raoul Bova: l’antefatto

La Procura di Roma sta indagando per tentata estorsione. Tutto è cominciato qualche settimana fa, quando sul telefono di Raoul Bova sarebbe arrivato un messaggio. Il prestanome, a cui risulta intestato il telefono, avrebbe comunicato all’attore di avere in mano delle chat compromettenti e di pagare per far sì che non venissero pubblicate. Stando alle ultime rivelazioni c’è un indagato: Federico Monzino, amico di Martina, pr milanese.

Qualche giorno dopo, il 21 luglio, Fabrizio Corona rende pubbliche quelle chat attraverso la sua trasmissione Falsissimo. Dato che l’ex re dei paparazzi nel passato era stato condannato per episodi simili di ricatto, subito gli indizi avrebbero fatto pensare a lui ma, in realtà, ad oggi Corona non risulta indagato.

Le indagini sono state affidate alla polizia postale, sotto la guida del pm Eliana Dolce che valuta anche l’ipotesi di ricettazione, ovvero: chi ha divulgato quei contenuti (Fabrizio Corona) poteva essere a conoscenza del ricatto che c’era stato in precedenza e quindi potrebbe aver commesso un ulteriore reato. Inoltre, per il momento, è stato sequestrato il telefono alla ragazza per analizzare il suo traffico telefonico. L’obiettivo degli inquirenti è ricostruire tutti i messaggi inoltrati da Ceretti, per analizzare da dove è partita la divulgazione di chat che dovevano rimanere private.

La questione è molto complessa e delicata e si va ad aggiungere ad un’altra denuncia che aveva fatto Raoul Bova, tramite il suo avvocato, proprio per la diffusione di quel materiale digitale.

Le replica di Fabrizio Corona, la sua versione dei fatti

Fabrizio Corona dà la sua versione dei fatti, su Instagram, spiegando com’è entrato in possesso di quelle chat. Pare che sia stato Federico Monzino a contattarlo con lo scopo di far diventare famosa Martina Ceretti.

“I giornali ormai si limitano a fare copia e incolla delle notizie, senza approfondire davvero ciò che scrivono. Cercano di buttare fango o di trovare l’errore che potrei aver commesso e che potrebbe distruggere tutto di nuovo. Ma, sono diventato troppo bravo e troppo maturo e, a differenza vostra, conosco la legge e il codice penale – scrive ancora Corona-. Non c’è un solo passaggio di ogni singola puntata che non venga affrontato con l’Avvocato Chiesa. L’audio e le chat mi sono stati consegnati volontariamente da Federico Monzino e Martina Ceretti, inviati direttamente sul mio cellulare dal loro computer. Non c’è stata alcuna acquisizione fraudolenta del materiale. E nel momento in cui una delle protagoniste di questa vicenda dà il consenso, il problema diventa solo suo“.

Poi Corona rigetta anche le accuse per ricettazione perché spiega di non essere venuto in possesso del materiale in maniera illecita.

L’ex re dei paparazzi spiega nei dettagli come è venuto a conoscenza dei fatti. Il primo contatto avvenuto da parte del ragazzo risale al 5 luglio. Corona ha pubblicato le chat in questione dove Monzino scrive di avere uno scoop che riguarda la sua amica e Raoul Bova. Lo scopo sarebbe, secondo l’ex re dei paparazzi, quello di far uscire bene la Ceretti, casomai per darle un po’ di notorietà.

“Il consenso me lo hanno dato loro, ma il problema successivo qual è stato? Sotto l’effetto di sostanze, Federico Monzino e Martina Ceretti, come mi ha riferito la polizia, hanno contattato Raoul Bova per chiedergli dei soldi in cambio della mancata pubblicazione, all’interno di Falsissimo, del materiale in questione. Il tutto è avvenuto a nostra insaputa“, questa sarebbe la spiegazione fornita da Corona che, quindi, darebbe la colpa del ricatto ai due giovani che si sarebbero messi d’accordo.

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