Il caso che coinvolgeSigfrido Ranucci e Valter Lavitolatorna al centro del dibattito con una lungaricostruzione di Selvaggia Lucarellinella newsletter Vale Tutto. La giornalista ripercorre alcuni episodi della carriera del conduttore di Report, concentrandosi soprattutto sul rapporto tra dimensione personale e professionale, sulle relazioni con alcune collaboratrici e fonti e sul modo in cui Ranucci avrebbe costruito negli anni la propria immagine pubblica.
Lucarelli spiega di aver sempre nutrito riserve, sia sul piano umano sia su quello professionale, nei confronti del giornalista.La sua analisi prende le mosse dalla presentazione dei palinsesti Rai dell’estate 2025, quando Ranucci aveva scelto di non partecipare all’evento in segno di protesta contro quelle che riteneva penalizzazioni per Report. Da quel momento, la giornalista ricostruisce una serie di episodi che, a suo giudizio, contribuiscono a delineare un atteggiamento caratterizzato dalla tendenza a presentarsi come bersaglio delle conseguenze delle proprie inchieste.
Leggi Anche
Ranucci e il rapporto con le donne secondo Lucarelli
Uno dei capitoli riguardail rapporto con le donne e, in particolare, alcune relazioni intrecciate all’ambiente professionale.Lucarelli riferisce il racconto di un’amica, rimasta anonima, che avrebbe avuto una relazione con Ranucci e che avrebbe deciso di interromperla anche per il modo in cui il giornalista avrebbe sovrapposto la dimensione personale a quella lavorativa. La ricostruzione cita inoltre alcune collaboratrici che sarebbero state allontanate e successivamente riaccolte in redazione, senza tuttavia entrare nel merito delle ragioni di tali decisioni.
Il tema si collega al presunto caso Me Too esploso nel 2021,quando un dossier anonimo aveva riportato accuse di molestie, mobbing e relazioni sessuali con colleghe. Secondo quanto ricostruito nell’articolo, le contestazioni non erano state riscontrate dall’audit interno della Rai e Ranucci aveva respinto le accuse, sostenendo che si trattasse di un tentativo di colpire Report.
Lucarelli richiama però anche alcuni passaggi del libro autobiografico di Ranucci, nel quale il giornalista avrebbe raccontato relazioni amorose intrecciate all’attività professionale, comprese quelle con stagiste e fonti di alcune sue inchieste.La giornalista si interroga quindi sulla scelta di rendere pubblici episodi potenzialmente controversi sotto il profilo etico.Dopo le polemiche nate in seguito alla pubblicazione del volume, Ranucci avrebbe precisato che alcune parti erano romanzate e che il contenuto era stato rappresentato dalla stampa in maniera parziale.
Le critiche alle inchieste di report
Nellungo articolo trovano spazio anche le critiche rivolte ad alcune inchieste di Report.Lucarelli riconosce al programma diversi lavori di rilievo, ma ricorda anche alcuni servizi e ricostruzioni che hanno suscitato polemiche e, in alcuni casi, si sarebbero successivamente rivelati errati. Tra gli episodi citati figurano il servizio sui presunti danni dei vaccini contro l’Hpv, le dichiarazioni relative a Nordio e alla visita nel ranch di Cipriani e Minetti, poi smentite, e il caso Maria Rosaria Boccia, con la diffusione dell’audio della telefonata tra Gennaro Sangiuliano e la moglie.
Ilpunto centrale della riflessione di Lucarelli riguarda dunque il rapporto tra il giornalista e il personaggio costruito intorno alla figura di Ranucci.La giornalista sostiene che il prestigio di Report sia diventato nel tempo fortemente legato alla figura del suo conduttore e mette in discussione quella che considera una rappresentazione quasi incontestabile del programma e del suo giornalista di riferimento. Nel suo ragionamento, anche gli episodi in cui Ranucci si sarebbe presentato come vittima di attacchi legati alla propria attività professionale assumono un peso particolare.
La ricostruzione arriva infine al rapporto con Lavitola,che rappresenta uno dei nodi più delicati della vicenda. Lucarelli si interroga sulle ragioni che avrebbero portato un giornalista impegnato in inchieste e battaglie investigative a mantenere rapporti con persone coinvolte in vicende controverse. La questione, nella sua analisi, non riguarda soltanto la sfera privata, ma soprattutto il modo in cui un giornalista gestisce relazioni personali quando queste possono intrecciarsi con il proprio lavoro e con la propria credibilità professionale.
© Riproduzione riservata













