Ranucci-Lavitola, i pm indagano sui sondaggi politici in cerca del movente

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Tutto diventa importante per cercare e trovare un possibile movente dietro all’attentato dinamitardo del 16 ottobre 2025 davanti la casa del giornalistaSigfrido Ranuccia Campo Ascolano, Pomezia, distruggendo la sua auto e quella della figlia. Di conseguenza, le indagini sembrano percorrere ad oggi due principali piste concentrandosi sugli ultimi business dell’imprenditore e faccendiereValter Lavitola, ilCarbon credit, l’emissione sul mercato di bonus governativi per le imprese convertite all’ambiante che acquistino quote di foreste locali.

Un business legato alle politiche ambientali e ai Paesi in via di sviluppo, come ad esempio il Camerun, che da settimane è rientrato nel mirino degli inquirenti per il factotum di LavitolaGomes Clesio Tavares, dipendente della Cefalù srl e distaccato nell’abitazione dello stesso imprenditore. La Dda di Roma indaga per danneggiamento aggravato dal metodo mafioso. Il 30 giugno scorso, 4 persone sono state arrestate con l’accusa di essere gli autori materiali e, secondo gli inquirenti, hanno agito su indicazione di altri. Altri che sarebbero il factotum, intermediario per qualcuno.

Infatti, in un secondo momento, si arriva alla figura di Lavitola cheviene indagato come mandante. Ranucci, che lo definisce un “amico fraterno” in varie interviste rilasciate alla luce degli ultimi sviluppi investigativi, ammette così di frequentarlo da anni e quasi quotidianamente, respingendo l’idea di un suo coinvolgimento nell’attentato.

Parole però che non allontanano i sospetti degli inquirenti. Parallelamente alla pista dei soldi, infatti, prende consistenza quella dell’ambizione del faccendiere su cui i carabinieri del nucleo investigativo non lasciano nulla al caso. In sostanza, per l’inchiesta sono stati requisiti anche isondaggi politicicommissionati dall’imprenditore pluripregiudicato per valutare unapossibile discesa in campo di Ranuccicome volto del centrosinistra.

Lo stesso conduttore diReport, però, ha più volte tenuto a precisare di averricevuto svariate richieste del genere, ma di aver ribadito dinon volersi candidaree “Lavitola lo sapeva bene“. Intanto, però, fanno breccia nelle indagini anche le parole dell’imprenditore: “Quando ho un’intuizione scatto in avanti anche se mi consigliano di no“, sollevando dubbi negli inquirenti: fantasie o traguardi plausibili?

Intanto, sul fronte politico, FdI va in procura con un esposto sulle puntate diReportcontro il centrodestra che dicevanono agli affari di Lavitola sull’eolico nel Lazio. E così, dopo la richiesta di scuse inviata a Ranucci, mai pervenute, il partito del premier Meloni sceglie di passare alle carte bollate. Nel dettaglio, FdI chiederà di far luce su alcune puntate che si sono soffermate sulla coalizione di centrodestra laziale, il cosiddetto Sistema Lazio.

Una serie di inchieste andate in onda mentre il partito meloniano si opponeva ad alcuni investimenti nell’eolico che Valter Lavitola avrebbe voluto promuovere nella Tuscia. Ebbene, il faccendiere, nella Regione governata da Francesco Rocca,avrebbe provato a far passare progetti legati alla transizione energetica ma avrebbe sempre ricevuto ferma contrarietàda parte della maggioranza.

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