Attentato Ranucci, Lavitola lascia la procura dopo più due ore di interrogatorio

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E’ subito salito in taxi, insieme al suo avvocato Sergio Cola, non appena uscito dal retro del tribunale. Non lascia dichiarazioni,Valter Lavitola, presunto mandante dell’attentato dinamitardo aSigfrido Ranuccidel 16 ottobre 2026. Nessun commento da parte dell’ex direttore dell’Avanti!, dopo due ore di interrogatorio con l’accusa ditentata strage a associazione per delinquere di stampo mafioso. Lavitola avrebbe deciso di non rispondere al procuratore capo Francesco Lo Voi e avrebbe reso dichiarazioni spontanee.

Insomma, l’imprenditore di 60 anni ha preso in contropiede cronisti e telecamere che lo aspettavano all’uscita e che fin dal primo pomeriggio presidiavano la cittadella giudiziaria della Capitale per il suo interrogatorio durato più di due ore.

Le uniche informazioni sul suo conto arrivavano per voce del suo legale entrando in procura a Piazzale Clodio. “Posso dire che Lavitolaè sconvolto per le accuse che gli sono state mossee ciò in ragione dello stretto e fraterno rapporto di amicizia che ha con Ranucci come confermato dallo stesso giornalista“, aveva spiegato l’avvocato Cola.

E mentre il faccendiere si trovava faccia a faccia con il procuratore Lo Voi, davanti a Montecitorio il direttore degli Approfondimenti Rai, Paolo Corsini, è stato avvicinato dalCorseravenendo interpellato proprio sul caso. “Aspettiamo la magistratura, ma poi chiamerò Ranucci perché deve chiarire questa vicenda inquietante nella quale lui per il momento è parte lesa“, dice Corsini che in merito alla notizia dell’indagine sull’imprenditore Lavitola per l’attentato, fa notare come si tratti di un rapporto che avrebbe scosso la redazione del suo programma d’inchiesta Report, se la vicenda fosse accaduta a parti inverse.

Se avessero usato il metodo Report per questa storia, Ranucci sarebbe già al gabbio. Se fosse capitato a me ora sarei già crocifisso“, solleva Corsini sottolineando che il rapporto tra il giornalista di Rai3 e l’imprenditore protagonisti degli intrighi dell’ultima stagione del berlusconismo, vada spiegato.

Quanto alle frequentazioni del ristorante aperto da Lavitola a Monteverde Vecchio, emerso come crocevia di politici, imprenditori e giornalisti, Corsini prende le distanze e al giornalista che chiede di un incontro a pranzo con Lavitola, chiarisce: “Io a mangiare pesce da lui non ci sono mai andato. E mi permetto di dire che deve esserci un confine anche tra fonte e giornalista. Ma so che chi aveva problemi con Report, ci passava per rivolgersi a Lavitola“.

Quanto all’evoluzione dell’inchiesta, invece, poche parole ma chiare quelle del direttore: “Come è uscito il nome di Lavitola ho pensato che ci fosse qualcosa dietro.Ranucci comunque la bomba ce l’ha avuta, poi se vera o farlocca non lo so. A questo punto deve chiarire”.

Tuttavia, il direttore sottolinea la sua posizione garantista nei confronti del conduttore: “Io sono garantista e per il momento resta parte lesa in questa vicenda, come sapete con lui ho un rapporto vivace e franco: abbiamo discusso molte volte“. E sul futuro del programma d’inchiesta, Corsini assicura che la trasmissione non
corre rischi anche se solleva dubbi che non erano assolutamente emersi nei giorni scorsi specialmente alla luce della presentazione del palinsesto Rai: “No, è in una trasmissione di cui la Rai ha il marchio.Nel prossimo palinsesto c’è e andrà avanti comunque, poi magari può condurla Giorgio Mottola o un altro“.

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