Oggi, sotto al consolato americano a Milano, molte persone si sono radunate per protestare controciò che è accaduto ieri tra il presidente Zelensy e Donald Trump. Denominando l’episodio come “un assurdo show portato avanti dalpresidente Trump”.
Queste persone si sono radunate in via Principe Amedeo, a Milano, dove si trova il consolato americano. Una protesta pacifica, con bandiere ucraine, italiane e europeeper invitare ad unirsi contro il comportamento che ha avuto il presidente americano supportato anche da Vance, vicepresidente.
Le motivazioni della protesta a Milano
Fabio Prevedello, presidente dell’associazione Italia-Ucraina Maidan, parlando della protesta, ha spiegato che è stata organizzata questa notte, subito dopo aver assistito “allo show condotto daTrump“: “Non possiamo rimanere in silenzio mentre stanno violando i diritti europei. La nostra voce è per il popolo ucraino e per i valori europei”, dice, invece, in un video, l’attivista ucrainaTetyana Bezruchenko, invitando tutti coloro che li vogliono sostenere a raggiungerli.
Prevedelloha, però, voluto sottolineare: “Noi manifestiamo contro quello che è successo ieri alla Casa Bianca, non contro il popolo americano, ma a sostegno del popolo americano, a cui chiediamo di prendere una posizione chiara e netta a sostegno del popolo ucraino econtro quello show assurdo portato avanti dal presidente Usa“.
Poi ha aggiunto: “Vogliamo mostrare il nostro sostegno al popolo ucraino. Consideriamo il popolo americano un popolo fraterno e vogliamo fare in modo che si possa riuscire ad arrivare alla pace, ma non a delle condizioni veramente inique per la popolazione ucraina“.
Ha spiegato anche cheZelensyha ragione sulla questione delle terre rare: “Vendere l’Ucraina, regalando le terre rare agli americani, senza avere nessuna assicurazione che domani la Federazione russa non decida di proseguire la sua avanzata, sarebbe stato assurdo. E bene ha fatto il presidenteZelenskya dire ‘a queste condizioni è improponibile‘”.
La manifestazione è durata tutta la mattinata, ma non è finita qui. Ce ne sarà un’altra domenica 2 marzo a piazza dei Mercanti, sempre a Milano.
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