È indagato per tentato omicidiol’agente della Polizia penitenziaria chenel pomeriggio di domenica 16 agostoha sparato tre colpi di pistolaall’interno del pronto soccorso dell’ospedale di Prato,durante il tentativo di fuga di un giovane di 22 anni,di origine marocchina. Il ragazzo è stato raggiunto da un proiettile a una gamba. La Procura ha aperto un’indagine per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e valutare la legittimità dell’uso dell’arma.
La vicenda era iniziata poco prima all’esterno del carcere della Dogaia.Il 22enne, secondo quanto ricostruito, era stato sorpreso mentre lanciava dall’esterno un plico contenente sostanza stupefacenteall’interno dell’istituto penitenziario. Nel tentativo di sottrarsi agli agenti, il giovane sarebbe caduto riportando alcune lesioni e, per questo motivo, era stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Prato per ricevere le necessarie cure.
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Qui il 22enne, che si trovava sotto la custodia degli agenti, avrebbe afferrato un estintore e lo avrebbe azionato nel reparto di emergenza, provocando momenti di forte concitazione e tentando quindi di allontanarsi.Nel corso della fuga l’agente ha esploso tre colpi di pistola.Uno ha raggiunto il giovane a una gamba, mentre gli altri due non lo hanno colpito. Il 22enne è stato quindi bloccato e soccorso. L’episodio ha provocato paura e tensione all’interno del pronto soccorso, dove si trovavano pazienti e personale sanitario.
L’inchiesta sull’agente di Prato
A seguito degli spari,la Procura di Prato ha iscritto nel registro degli indagati l’agente della Polizia penitenziaria con l’ipotesi di tentato omicidio.La comunicazione formale è stata notificata ai suoi avvocati nella mattinata di oggi, 17 agosto. Nelle prossime ore il poliziotto sarà interrogato alla presenza dei suoi difensori.
L’iscrizione non rappresenta, naturalmente, un’affermazione di responsabilità:sarà l’inchiesta a stabilire se l’uso dell’arma sia stato proporzionato alla situazione ese ricorrano eventuali cause di giustificazione. Il difensore dell’agente, Vittorio Luigi Fucci, ha già sostenuto la presenza di una possibile causa di giustificazione per la condotta del proprio assistito. Il legale ha richiamato anche le recenti modifiche introdotte dal decreto sicurezza all’articolo 335 del codice di procedura penale, sostenendo che nel caso concreto l’azione dell’agente, compiuta durante il servizio, dovrebbe essere valutata alla luce delle circostanze in cui si è verificata.
Gli accertamenti sulla dinamica
Ora gli investigatori dovranno ricostruire ogni momento della concitata sequenza: dall’azione del giovane con l’estintore al tentativo di fuga, fino alla decisione dell’agente di utilizzare la pistola.Saranno fondamentali le testimonianze, gli eventuali filmati delle telecamere di sorveglianzadell’ospedale e gli altri elementi raccolti dagli inquirenti.
Al centro dell’indagine c’è dunque l’esatta ricostruzione di quei pochi istanti e, soprattutto,la valutazione della necessità e della proporzionalità dei tre colpi esplosi all’interno di un luogo affollato come il pronto soccorso.Intanto il 22enne, ferito a una gamba, resta al centro di un procedimento distinto legato ai fatti che avevano preceduto il suo trasferimento in ospedale.
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