Il progetto per la realizzazione delPonte sullo Strettodi Messinaè finito al centro di un’indagine della Procura di Roma percorruzioneerivelazione del segreto d’ufficio. In una nota diffusa dall’ufficio giudiziario emerge che i carabinieri del Ros sono stati incaricati di eseguire un decreto diperquisizionea carico di tre persone:Tommaso Miele, ex presidente aggiunto della Corte dei Conti;Giacomo Francesco Saccomanno,avvocato già Consigliere di amministrazione della società “Stretto di Messina Spa” eVincenzo Virgiglio,imprenditore.
I tre sono accusati, in concorso tra di loro, dicorruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione attiva da parte di pubblico ufficiale e rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio. Secondo le indagini, le condotte dei tre indagati avrebbero avuto come obiettivo quello dicondizionare l’esame di legittimità della Corte dei Contiin merito all’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione del Ponte.
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Il ruolo dei tre indagati
I fatti contestati ai 3 indagati si sarebbero svolti a partire da ottobre/novembre 2025. Secondo la Procura, il magistrato della Corte dei Conti Miele, prossimo al pensionamento nelfebbraio 2026,avrebbe favorito lasocietà Stretto di Messina Spadurante l’esame di legittimità del progetto del Ponte sullo Stretto. L’accusa sostiene che avrebbe fornitoinformazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi e sull’andamento delle discussioni interne della Corte dei Conti, mettendo a disposizione il proprio ruolo per agevolare un esito favorevole alla società.
In cambio, sempre secondo gli inquirenti, avrebbe accettato la promessa di sostegno per futuri incarichi e opportunità professionali dopo il pensionamento. Al centro dell’inchiesta ci sono anche Virgiglio, responsabile delle relazioni esterne dell’associazioneAccademia Calabria,e Saccomanno, già consigliere di amministrazione dellaStretto di Messina Spae presidente della stessa associazione.
Secondo l’impianto accusatorio, i due avrebbero cercato diinfluenzare l’esame della Corte dei Contipromettendo appoggi e incarichi al magistrato, oltre ad aver tentato di avvicinare altri magistrati ritenuti utili agli interessi della società. Miele, dal canto suo, avrebbe fornito aggiornamenti costanti sulla procedura e condiviso informazioni riservate riguardanti il lavoro della Corte.
Oltre il Ponte sullo Stretto
Gli investigatori contestano inoltre che il magistrato si sarebbe attivato per predisporre unamemoria favorevole alla società dopo una decisione sfavorevole adottata nell’ottobre 2025, manifestando al contempo interesse per futuri incarichi di vertice, come la presidenza dell’Antitrust o di una società partecipata.
Nel corso delle perquisizioni effettuate traRoma, Reggio Calabria e Frosinone,sono stati sequestrati dispositivi elettronici e documenti che saranno ora analizzati dagli investigatori per verificarne l’eventuale rilevanza ai fini dell’inchiesta.
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