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Pistoia, il mistero del coccodrillo nel laghetto: continuano le ricerche dei forestali

Per il momento nessuna traccia del coccodrillo avvistato in un vivaio alle porte della città di Pistoia. L’ipotesi è che potrebbe essere stato allevato illegalmente e poi abbandonato ma proseguono le indagini

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A Pistoia continua a tenere banco il caso del presuntococcodrilloavvistato in unlaghetto artificialeutilizzato per l’irrigazione di un vivaio di piante ornamentali, in localitàMasiano, alle porte della città. La segnalazione, fatta da unpassanteche avrebbe anche presentato una denuncia formale, ha fatto scattarecontrolli e monitoraggi da parte dei carabinieri forestali.Per ora, però, nessuna conferma ufficiale: attorno al bacino non sarebbero state trovate tracce riconducibili al rettile.

L’area resta comunquesorvegliatacon grande prudenza. Il laghetto, profondo e caratterizzato daacqua torbida e fangosa,rende complicate le operazioni di verifica. Non si esclude che, se necessario, possa essere addirittura prosciugato per accertare definitivamente l’eventuale presenza dell’animale. Nel frattempo le persone vengono tenute a distanza e anche gli stessimilitarioperano con cautela.

Esclusa la fuga dallo zoo di Pistoia

Tra le prime verifiche effettuate, è stataesclusa la possibilità che il coccodrillo sia scappato dallo zoo di Pistoia.Resta quindi aperta l’ipotesi più curiosa e inquietante:qualcuno potrebbe aver importato illegalmente l’animale quando era ancora piccolo, per poi disfarsene una volta diventato troppo difficile da gestire.Una teoria che al momento non trova riscontri concreti, ma che gli investigatori non possono ignorare.

Le serre climatizzate nella zona

Gli esperti ricordano che ilclima toscanonon sarebbe adatto alla sopravvivenza all’aperto di un coccodrillo. Nonostante ilrialzo delle temperature globali, appena pochi giorni fa all’Abetone è persino tornata la neve: condizioni ben lontane da quelle tropicali in cui questi animali vivono in natura.

C’è però un dettaglio che alimenta dubbi e suggestioni: lazona è ricca di serre climatizzate, ambienti dove un esemplare esotico potrebbe teoricamente essere stato allevato per un periodo. E così, tra acqua fangosa, serre tropicali e avvistamenti improvvisi, il mistero del “coccodrillo di Pistoia” continua a suscitare dubbi.

Al di là dell’aspetto quasi surreale della vicenda, resta però una questione seria. Se davvero qualcuno avesse tenuto un coccodrillo in una serra privata o in un ambiente inadatto, si tratterebbe dell’ennesimo caso di animale esotico trasformato incapriccio domestico. Gli animali non sono trofei, mode o attrazioni da mostrare agli amici, sono creature che appartengono al loro ecosistema e non a una serra dietro casa.

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