LaProcuradi Piacenza ha chiuso le indagini nei confronti di Emanuele Michieletti, ex primario del reparto di Radiologia dell’ospedale della città,accusato di violenza sessuale e stalking nei confronti di alcune colleghe. Secondo quanto riportato daLa Repubblica, le persone offese indicate negli atti notificati sarebbero 8, tra dottoresse e infermiere che lavoravano nel reparto diretto dal medico.
L’inchiesta aveva portato, circa un anno fa, all’arresto domiciliare di Michieletti dopo una lunga attività investigativa. A commentare la chiusura delle indagini è stato l’avvocato difensore Pietro Roveda, che ha definito il provvedimento “un atto dovuto”, spiegando che la difesa presenterà memorie nei tempi previsti dalla legge e valuterà l’eventualità di un interrogatorio.
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Le accuse e le intercettazioni a Piacenza
Uno degli elementi centrali dell’inchiesta riguarda le intercettazioni ambientali installate nell’ufficio dell’ex primario. Secondo gli investigatori, in un arco temporale di circa 45 giorni sarebbero stati documentati decine di episodi ritenuti riconducibili a violenze sessuali. Gli atti dell’indagine descrivono un clima di forte pressione psicologica all’interno del reparto, dove alcune lavoratrici avrebbero scelto di non denunciare immediatamente per paura di ripercussioni professionali o personali.
L’indagine era partita dalla denuncia di una dottoressa che avrebbe raccontato agli inquirenti di essere stata aggredita all’interno dell’ufficio del medico. Il suo racconto avrebbe poi trovato riscontri investigativi, spingendo gli inquirenti ad approfondire ulteriormente la situazione all’interno del reparto. “Tutti sapevano, ma nessuno parlava”, questo lo scenario descritto negli atti d’accusa e riportato da La Stampa. Gli sviluppi dell’inchiesta hanno successivamente portato al licenziamento del medico da parte dell’Ausl di Piacenza.
Il ritorno al lavoro e il dibattito
Il caso ha continuato a far discutere anche per gli sviluppi legati al ruolo professionale dell’ex primario. Infatti, come riportato dal Il Corriere della Sera, alcuni mesi dopo i domiciliari Michieletti sarebbe tornato a esercitare in uno studio privato, in seguito alla revoca della sospensione professionale disposta inizialmente dall’Ordine dei medici.
In particolare, il caso che ha scosso di più riguarda quello di un’infermiera, che sarebbe stata costretta a subire abusi per circa 10 anni da un uomo che, in attesa della decisione sul rinvio a giudizio, è tornato a lavorare privatamente. Attualmente, la chiusura delle indagini rappresenta un passaggio decisivo verso appuntol’eventuale richiesta di rinvio a giudizio, mentre l’opinione pubblica continua a seguire con attenzione la vicenda avvenuta a Piacenza.
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