Aveva lasciato la figlioletta a scuola come ogni giorno della settimana, ma qualche ora dopo era tornato per farla uscire prima della fine delle lezioni. Una decisione che non avrebbe provocato alcun tipo di problema, se non fosse che l’uomo avrebbe tentato di portare via la piccola senza firmare il modulo di autorizzazione formale.
Di fronte alla richiesta della maestra elementare, poi, il papà avrebbe reagito in maniera estremamente violenta. Avrebbe spintonato la maestra e poi l’avrebbe colpita con dei pugni. Il tutto davanti agli occhi della bambina, così come ad altre persone che erano presenti all’interno dell’istituto. L’aggressione è stata resa nota dal quotidiano Libertà, che ha specificato come questa sia avvenuta durante l’orario delle lezioni.
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Secondo quanto riporta la testata, l’insegnante ha dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso e, dopo essere stata medicata, ha presentato insieme alla dirigente della scuola una denuncia. Inoltre, la polizia locale di Piacenza sta indagando sull’accaduto.
Piacenza, violenza scioccante a scuola
Un episodio scioccante per la sua brutalità e per il luogo in cui questo si è verificato. Un istituto scolastico è divenuto nuovamente il centro di una violenza inaudita e totalmente estranea ad un ambiente simile. L’episodio, quindi, riaccende il dibattito sulla sicurezza degli insegnanti, troppo spesso vittime della rabbia di genitori, così come anche degli stessi studenti.
In occasione di episodi simili, era intervenuto lo stesso ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, che ha sottolineato l’importanza di garantire sicurezza e tutela agli insegnanti, troppo spesso vittime di violenza sul luogo di lavoro. In occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti del personale scolastico, istituita nel 2024 e celebrata il 15 dicembre, il titolare del Mur ha dichiarato che “chi aggredisce un lavoratore della scuola aggredisce lo Stato”, sottolineando la necessità di “restituire ai docenti e a tutto il personale scolastico dignità e autorevolezza”.
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