Dopo 12 anni,Patrizia Messina Denaro è stata scarcerata. La sorella minore del boss stragista di Castelvetrano Matteo, catturato il 16 gennaio 2023 e morto il successivo settembre nel supercarcere di L’Aquila, era stata arrestata il 13 dicembre 2013. A carico della sorella del padrino, le accuse di reato diassociazione mafiosa ed estorsioneper cui è stata condannata. La donna, 55 anni, prediletta dell’ex superlatitante è consideratafonte principale nonché cassaforte vivente dei segreti del fondamentale clan di Cosa nostra.
E come riportato sulle colonne diLa Repubblica, Patrizia Messina Denaroreggeva nelle proprie mani l’essenziale sistema delle comunicazioni del latitante. Come dimostrato anche da alcuni biglietti rinvenuti dai Ros nel covo di Campobello di Mazara, su cui emergevano anche riferimenti alla 55enne mentre era carcerata a Vigevano, per le spese legali e il suo sostentamento: “4.500 Avv. Patrizia” e ancora “1.000 Pat“. Patrizia ora è tornata a Castelvetrano dove deve rispondere all’obbligo di firma.
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Il processo a Patrizia Messina Denaro
La sorella del boss è finita a processo dopo un’indagine del dicembre 2013 che riuscì a far luce sulla rete dei colonnelli e dei gregari del superlatitante, svelando di conseguenza il ruolo della sorella che, in assenza del marito detenuto,reggeva le fila dell’organizzazione.
Poi ilmega blitz all’alba di quel 13 dicembre di 12 anni faa Castelvetrano che fece terra bruciata intorno a colui che era l’ultimo potente latitante mafioso: Matteo Messina Denaro. Furono infattiarrestate 30 personeoltre la sorella del padrino, anche il nipote Francesco Guttadauro, i cugini Giovanni Filardo, Lorenzo
Cimarosa e Mario Messina Denaro, oltre a imprenditori, professionisti, funzionari pubblici tutti accusati di favorire aziende edili in qualche modo collegabili al boss latitante.
Insomma, era stata distrutta la cerchia cui usufruiva il ricercato dal 1993, 51enne all’epoca dei fatti, per i reati di associazione mafiosa, omicidio, strage, devastazione, detenzione e porto di materie esplodenti, furto. Un blitz che segnò l’inizio della fine di quellafitta rete di relazione tessuta negli annidal clan e dal boss stesso. Infatti, nelle mani degli investigatori la mappa di ogni legame dalle amicizie alle connivenze, dai rapporti d’affari alle parentele più lontane. Rapporti con cui ilclan Messina Denaro si era reso il più potente sotto il profilo economico nello scenario della mafia siciliana.
Poi, una volta incarcerato due anni fa, è subentrato il fondamentale ruolo della sorella Patrizia: ambasciatrice e portatrice di messaggi del padrino agli altri uomini del clan. Infatti, come riportato daLa Repubblica, le indagini della Polizia e della Dia, coordinate dalla procura distrettuale antimafia di Palermo, hanno stabilito che nel 2011 Anna Patrizia Messina Denaroreggeva il delicato sistema delle comunicazioni del latitante. E così, la gestione delle attività criminali e degli affari proseguiva senza problemi.
Secondo la testata, Patrizia riusciva a mettersi in contatto con Matteo Messina Denaro aprendo e chiudendo costantemente profili Facebook con nomi e foto false che nel dicembre 2013, pochi giorni prima dell’arresto, ha cancellato dal web. Ora che la donna è rientrata al quartier generale della famiglia, chissà se la rete di conoscenze tornerà operativa.
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