Sono le 20.30, il cielo è terso e si sta spegnendo alla luce del tramonto su una piazza San Pietro gremita di ragazzi giunti da ogni parte del mondo per il Giubileo dei Giovani. La messa di benvenuto è appena terminata quando monsignor Rino Fisichella, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, a nome diPapa Leone XIV,esorta a non lasciare la piazza.
E così, a sorpresa, il Pontefice in Papamobile attraversa la folla: pochi minuti per sancire il legame tra il Papa e la ‘sua’ gioventù. Poi, la sosta al Sagrato: “Siete la luce del mondo, il sale della terra“. Prima in inglese e poi in spagnolo, il Pontefice si rivolge ai migliaia di ragazzi emozionati investendoli con un messaggio tanto attuale quanto non banale. “Il mondo necessita di speranza, speriamo che tutti voi siate sempre segni di speranza nel mondo“, ha detto in italiano per poi invitare i presenti a urlare “vogliamo la pace“. Infine l’appuntamento: “Ci vediamo a Tor Vergata“.
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Sonocentoventimila i giovaniche, cantano e pregano, ridono e sventolano le loro bandiere e invadono San Pietro e tutta la zona del Vaticano per la messa di benvenuto che ha aperto il loro Giubileo. “Potete dare una luce alla città di Roma, all’Italia e a tutto il mondo“, ha detto Prevost entusiasmando i giovani a San Pietro. Il boom di presenze alla prima celebrazione conferma che si potrebbe arrivare alla fine della settimana alla stima iniziale di un milione di ragazzi, come spiegato anche dal questore di Roma, Roberto Massucci: “Tutto sta andando bene. Le stime della Sede sono confermate e la sensazione che abbiamo è che ci sarà una grande partecipazione“.
L’incontro di Papa Prevost e gli influencer
Prima di questo mix di emozioni, la giornata si era aperta con l’incontro di Prevost e gli influencer e i missionari digitali e con un gruppo di catecumeni francesi, giovani pronti a chiedere il battesimo, al termine della messa celebrata dal cardinale Luis Antonio Tagle, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione. Papa Leone ha fatto fronte ai temi spigolosi che si intrecciano con il mondo digitale. Ma soprattutto parla dellanecessità di costruire reti e ponti perché il mondo ha tanto bisogno di pace e di relazioni vere.
Quella “gioventù del Papa” che ha affrontato ore di viaggio arrivando finanche dai Paesi più travagliati, come l’Ucraina e la Palestina. Ed è proprio la pace, evocata dal Papa dal sagrato di San Pietro alla fine della giornata, una delle cifre di questo Giubileo dei Giovani che si inserisce in uno dei momenti più complicati per il mondo.
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