“Continuiamo il nostro cammino quaresimale in spirito dipenitenza e di conversione, implorando la misericordia ela pace di Dio per noi e per il mondo intero“. CosìPapa Leone XIV, nell’Udienza Generale del mercoledì, ha lanciato un nuovo appello affinché glisconvolgimenti geopolitici in attotrovino velocerisoluzione. Parole che sono balsamo emolliente per l’attuale critico scenario geopolitico in cui il Santo Padre inserisce anche la catechesi sullafragilità umanaall’interno della Chiesa, quasi a voler rimarcare la fallibilità e la miopia umana che conducono aguerre e distruzioni.
Papa Leone XIV: “Non esiste una Chiesa ideale, Dio c’è anche nella fragilità dei suoi membri”
Nel consueto appuntamento del mercoledì, il Pontefice ha ripreso il ciclo di catechesi su “I Documenti del Concilio Vaticano II“, incentrando la sua meditazione sul tema: “Costituzione dogmatica Lumen gentium. La Chiesa, realtà visibile e spirituale“. Nell’aprire il suo intervento, Prevost ha sottolineato come la Chiesa abbiadue dimensioni, una umana e una divina, le quali convivono “senza separazione, né confusione“.
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Per quanto riguarda la dimensione umana, ha affermato il Papa, essa è costituita da “persone concrete, che a volte manifestano la bellezza del Vangelo e altre voltefaticano e sbagliano come tutti“. Tuttavia, proprio attraverso i suoi limitati aspetti terreni, si manifestano lapresenza di Cristoe la sua azione salvifica. Dunque, ha continuato Prevost, “non esisteuna Chiesa ideale e pura, separata dalla terra, ma solo l’unica Chiesa di Cristo,incarnata nella storia“, che è santa perché Cristo continua a donarsi a lei attraverso la fragilità dei suoi membri.
Papa Leone XIV: “Dio si rende visibile attraverso la debolezza delle creature”
CitandoBenedetto XVI, il Pontefice ha rimarcato quindi che “non c’è opposizione tra Vangelo e istituzione” e, anzi, le strutture della Chiesa servono proprio alla“realizzazione e concretizzazione del Vangelo nel nostro tempo“. Dio si rendevisibile attraverso la debolezza delle creature, ha sottolineato Leone ricordando la prima esortazione apostolica di Bergoglio, l’Evangelii gaudium, per spronare a edificare ancora oggi la Chiesa “non soltanto organizzando le sue forme visibili, ma costruendo quell’edificio spirituale che è il corpo di Cristo, attraverso la comunione e la carità tra di noi“.
Quindi un accorato appello che il Papa auspica possa realizzarsi: “Impegniamoci a essereautentici testimoni dell’amore di Cristo, affinché tutti possano riconoscere in noi e tra noi la carità che caratterizzai veri cristianie che edifica la Chiesa“.
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