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Papa Leone XIV alla Moschea Blu di Istanbul, il muezzin: “Ha deciso di non pregare”

n passato, Papa Francesco e Papa Benedetto XVI avevano deciso di partecipare alla preghiera silenziosa. La stampa vaticana ha sostenuto che "il Papa ha vissuto la visita alla Moschea in silenzio, in spirito di raccoglimento e in ascolto, con profondo rispetto del luogo della fede di quanti si raccolgono lì in preghiera"

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La terza giornata di Papa Leone XIV in Turchia è colma di eventi. Dopo l’incontro con i sacerdoti e i vescovi della chiesa ortodossa greca, siriaca, copta, malankese, armena, protestante e  anglicana a Iznik, oggi il pontefice si appresta alla visita della Moschea Blu, a Istanbul. Il Pontefice è arrivato alle 9 in uno dei luoghi simbolo dell’Islam nel mondo. Secondo il programma diffuso, non sono previsti interventi, ma solo un momento di preghiera silenziosa.

Il Pontefice è stato accolto e accompagnato nella Moschea, dopo essersi tolto le scarpe, dal Capo della Diyanet, ovvero il Presidente per gli Affari  Religiosi della Turchia Safi Arpagus. Secondo quanto riferito dal muezzin, Asgin Tunca, che ha accompagnato Robert Francis Prevost, il Papa avrebbe deciso di non raccogliersi in preghiera. “Ho detto a lui che questa era la casa di Allah e gli ho chiesto se voleva pregare“, ha detto ai giornalisti il muezzin, aggiungendo che Leone XIV avrebbe risposto: “No. Osserverò solo in giro“.

In passato, Papa Francesco e Papa Benedetto XVI avevano deciso di partecipare alla preghiera silenziosa. La stampa vaticana ha sostenuto che “il Papa ha vissuto la visita alla Moschea in silenzio, in spirito di raccoglimento e in ascolto, con profondo rispetto del luogo della fede di quanti si raccolgono lì in preghiera“.

Dopo questa prima visita, il pontefice ha raggiunto la Chiesa ortodossa siriaca di Mor Ephrem, situata a Yesilkoy, nella parte europea di Istanbul per un incontro privato con i capi delle Chiese e delle comunità cristiane. Il Pontefice è stato accolto dal Patriarca Siro Ortodosso e dal Metropolita della Chiesa ortodossa siriaca di Antiochia per le diocesi di Istanbul, Ankara e Izmir.

Papa Leone XIV, ieri la celebrazione di Nicea

Uno degli eventi cruciali di questo viaggio in Turchia si è verificato ieri, quando in una solenne celebrazione sono stati ricordati i 1700 anni del primo Concilio. Un momento solenne ed emozionante, che ha avuto il suo apice nella lenta processione dei rappresentanti delle Chiese cristiane che c’erano già 17 secoli fa. A fare da cornice il sito archeologico affacciato sul lago di Iznik, dove è emersa l’antica basilica dove si svolsero i lavori di quell’assise.

Papa Leone XIV è giunto insieme a Bartolomeo, il Patriarca ortodosso di Costantinopoli, e ha voluto ricordare il messaggio di “fratellanza e sorellanza universale“, che si ritrova in ogni religione. Al centro dell’intervento del pontefice c’è stata la richiesta di evitare l’uso della religione per giustificare la guerra e la violenza, il fondamentalismo e il fanatismo.

“Il 1700esimo anniversario del Primo Concilio di Nicea è un’occasione preziosa per chiederci chi è Gesù Cristo nella vita delle donne e degli uomini di oggi, chi è per ciascuno di noi“, ha sostenuto il Santo Padre, aggiungendo che questa domanda riguarda in particolare i cristiani, che tendono a ridurre Gesù a una sorta di leader carismatico e superuomo. Infine, l’invito a celebrare l’unità della Chiesa a partire da quel Credo comune che tutti celebrano, mandando un messaggio di pace e fraternità universale in un momento di divisioni e frammentazioni.

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