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Papa Leone XVI, l’ultimo giorno a Beirut tra i malati e i soldati Unifil: “I più fragili non vanno dimenticati”

All'arrivo di Papa Leone XIV, l'ospedale ha deciso di far suonare in sottofondo la canzone "Nel blu dipinto di blu" cantata in arabo. Uno degli aspetti più particolari è che i piccoli pazienti dell'ospedale erano vestiti con abiti tipici dello Stato vaticano. Erano presenti dei bambini travestiti da cardinali e guardie svizzere, ma non è mancato neanche un bimbo vestito proprio da Papa

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L’ultimo giorno di Papa Leone XIV in Libano è colmo di eventi a cui presiedere. Il Santo Padre ripartirà oggi alle 12:45, ora locale, dall’aeroporto di Beirut in direzione Roma, ma ha deciso di sfruttare queste ultime ore nella città per manifestare la sua vicinanza a più persone possibili. Il pontefice ha infatti visitato l’ospedale de la Croix a Jal ed Dib, ovvero una delle strutture sanitarie più grandi del Medio Oriente, dove ogni anno vengono ricoverati e curati migliaia di pazienti.

Poco prima, invece, Papa Leone XIV si è recato sul luogo dell’esplosione del porto di Beirut. Un momento di forte spiritualità, con il Santo Padre che ha deciso di raccogliersi in una preghiera silenziosa in un luogo in cui la morte e la sofferenza hanno toccato con mano dura l’intera umanità. Subito dopo la visita in ospedale, il pontefice si recherà al Waterfront di Beirut per celebrare la messa. Saranno presenti anche alcuni militari dell’Unifil, ovvero le squadre delle Nazioni Unite che sono presenti sulla Blue Line che separa Israele dal Libano.

Si tratta di gruppi di peacekeeper, ovvero soldati che partecipano alle missioni di pace per tenere al sicuro la popolazione libanese. Nonostante ciò, negli ultimi mesi, diversi contingenti sono stati attaccati sia da Hezbollah che dallo stesso Israele. Aggressioni che hanno provocato lo sdegno della comunità internazionale e che hanno reso il conflitto in Medio Oriente più brutale di quanto non lo fosse stato fino a quel momento.

Papa Leone XIV in visita all’ospedale di Beirut

Uno dei passaggi più importanti di questa giornata è stata comunque la visita all’ospedale de la Croix. Un polo che si occupa della cura dei disabili, dei pazienti con problemi mentali e psichiatrici e di chi ha dipendenze di alcool e droghe. L’ospedale fu fondato dal beato padre Yaaqoub, un sacerdote cappuccino, che diede ordine alla Congregazione delle Suore Francescane della Croce del Libano, da lui stesso fondata, di occuparsi della gestione di questi pazienti.

All’arrivo di Papa Leone XIV, l’ospedale ha deciso di far suonare in sottofondo la canzone “Nel blu dipinto di blu” cantata in arabo. Uno degli aspetti più particolari è che i piccoli pazienti dell’ospedale erano vestiti con abiti tipici dello Stato vaticano. Erano presenti dei bambini travestiti da cardinali e guardie svizzere, ma non è mancato neanche un bimbo vestito proprio da Papa.

Ad accogliere il Santo, le commosse parole della della Superiora Generale della Congregazione delle Suore Francescane della Croce. Questa ha voluto ricordare che l’ospedale de la Croix non sceglie i suoi pazienti, “ma accoglie con amore coloro che nessun altro ha scelto“. La Madre Superiora ha ricordato come i pazienti di questo ospedale siano spesso invisibili all’occhio dei media e dell’opinione pubblica, nonostante la vita terribile da loro vissuta. “Santità, grazie per essere un padre per i dimenticati, gli abbandonati e gli emarginati“, ha quindi dichiarato, rivolta al pontefice.

Papa Leone XIV ha quindi preso la parola, ricordando che quanto vissuto in questo ospedale deve essere un monito per tutti coloro che abitano questa terra. “Non possiamo dimenticarci dei più fragili, non possiamo immaginare una società che corre a tutta velocità aggrappandosi ai falsi miti del benessere, ignorando tante situazioni di povertà e fragilità“, ha spiegato, chiarendo che questo messaggio dovrebbe essere più sentito dai Cristiani, i quali sono chiamati a prendersi cura dei meno fortunati.

Rivolgendosi poi ai malati, il Papa ha dichiarato: “Dio vi porta sul palmo delle sue mani, vi accompagna con amore, vi offre la sua tenerezza attraverso le mani e i sorrisi di chi si prende cura della vostra vita. A ciascuno di voi oggi il Signore ripete: ti amo, ti voglio bene, sei mio figlio! Non dimenticatelo mai!“.

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