È passato poco più di un anno da quel 24 dicembre 2026, quando Papa Francesco diede ufficialmente inizio al Giubileo aprendo la porta Santa della Basilica di San Pietro. Un evento più unico che raro, che ha attirato a Roma ben 33 milioni di pellegrini in un solo anno, che si avvicina alla sua conclusione. Domani, Papa Leone XIV alle 9:30 chiuderà definitivamente la Porta Santa, decretando quindi la fine dell’Anno Santo.
L’ultima grande celebrazione di un evento straordinario, che ha dimostrato come la cristianità sia ancora una parte fondamentale della vita di milioni di cittadini in tutto il mondo. Un Giubileo particolare anche perché caratterizzato dalla morte di un pontefice. Lo scorso 21 aprile, Papa Francesco si è spento a poche ore dalla sua ultima uscita pubblica in occasione della Santa Pasqua. Dopo un periodo di sede vacante, l’8 maggio il Conclave ha eletto Robert Francis Prevost come suo successore.
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Un anno complesso, colmo di spiritualità e vicinanza, che non ha deluso neanche sul tema della sicurezza. La città di Roma è riuscita a assicurare la tutela necessaria a tutti coloro che sono giunti nella Capitale nel corso di quest’anno. A tirare le somme di quanto accaduto in questo anno santo è stato monsignor Rino Fisichella, pro-prefetto del dicastero per l’Evangelizzazione, il quale ha definito quello passato come “un anno di grazia, che ha permesso a tutti di tornare a casa carichi di speranza per l’esperienza vissuta“.
Inoltre, dal punto di vista del Monsignore, quanto compiuto in occasione del Giubileo rimarrà un patrimonio infrastrutturale e artistico che concorrerà a mantenere Roma una delle più belle città al mondo. A riconoscerlo è stato anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il quale ha chiarito che il governo non ha intenzione di abbandonare il metodo di lavoro che si è rivelato vincente in questo 2025.
“A marzo 2025, l’ufficio europeo brevetti ha classificato l’Italia quinta come numero di brevetti depositati, undicesima nel modo“, ha spiegato Mantovano, sottolineando la volontà di aggiungere a questa lista anche un nuovo brevetto: “Il metodo Giubileo“. L’obiettivo sarà quello di utilizzarlo per risolvere alcune delle sfide che sono ancora irrisolte, come il caso di Caivano, la terra dei fuochi, l’edilizia penitenziaria e molto altro.
Al centro di questo particolare modo di lavorare vi è la collaborazione e la condivisione tra forze politiche, senza tener conto del differente orientamento politico delle singole istituzioni. “Nel 2022, quando il governo si è insediato, il Giubileo non era ancora una realtà. Noi ci siamo quindi trovati di fronte alla necessità di rispondere a due quesiti, ovvero fare bene e fare presto“, ha ricordato Mantovano, per poi aggiungere: “Abbiamo deciso di raccogliere la sfida, introducendo un metodo che rendesse efficace il gioco di squadra tra i diversi attori coinvolti“. Un suggerimento che ora potrebbe essere aperto a numerose altre realtà.
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