Papa Leone XIV, eletto lo scorso 8 maggio a seguito della morte diPapa Francesco, è in piazza San Pietro in occasione dellaprima Udienza Generale del mercoledìdal momento della sua nomina. Il Santo Padre, che sin dall’inizio del suo mandato ha dimostrato la volontà di essere in mezzo alla folla di fedeli, è giunto a San Pietro a bordo di una papamobile scoperta, da cui ha imposto la benedizione ai presenti.
L’udienza ha avuto inizioalle 10 del mattino, ma i fedeli, i pellegrini e i curiosi sono giunti in Vaticano ore prima per avere l’opportunità di guadagnarsi i posti migliori per assistere all’udienza di Prevost. La papamobile è entrata in piazza da via della Conciliazione, fermandosi numerose volte per salutare e benedire i presenti. Numerosi i neonati che dalla folla sono stati esposti nella speranza di essere presentati al Santo Padre.
Leggi Anche
La piazza, come negli scorsi eventi che hanno visto protagonista il pontefice, è gremita. Sono numerose le bandiere e gli striscioni esposti dai presenti, a dimostrazione dell’interesse globale che riguarda il Santo Padre. A bordo dellapapamobilesono presenti i segretari del Pontefice e l’aiutante di cameraPiergiorgio Zanetti,che aveva svolto lo stesso ruolo con Papa Francesco.
Papa Leone XIV, l’inizio della prima udienza ufficiale del mercoledì
Papa Leone XIV ha deciso di dedicare la sua prima udienza ufficiale del mercoledì all’importanza degliinsegnamenti di Gesù Cristo, figura che sin dall’inizio del suo pontificato è stata presente nei suoi discorsi. Il Santo Padre ha ricordato l’importanza delle parabole presenti all’interno del Nuovo Testamento, utili a portare la parola di Dio ai fedeli in una forma che sia effettivamente comprensibile.
“Leparabole di Gesùci aiutano a ritrovare la speranza, perché ci mostra come Dio opera nella storia“, ha dichiarato il Santo Padre nell’Udienza Generale che riprende il ciclo di catechesi giubilare sul tema “Gesù Cristo Nostra Speranza“. Il successore di Pietro si è poi concentrato sulla parabola del Seminatore, necessaria a comprendere il modo di comunicare del Messia, così come a portare tra i fedeli l’annuncio del Vangelo.
Ogni parabola, ha spiegato Papa Prevost, deve essere letta o ascoltata con uno spirito quasi individualistico, ovvero chiedendosi sempre cosa questa narrazione possa rappresentare per la vita di ogni fedele. “Davanti alla storia che viene raccontata o all’immagine che mi viene consegnata, posso chiedermi:dove sono io in questa storia? Cosa dice questa immagine alla mia vita?“, ha spiegato il pontefice, ricordando che il termine parabola, proveniente dal greco, vuol dire “gettare innanzi” proprio perché questi testi sono funzionali a spingere i fedeli ad interrogarsi sulla loro esistenza.
Trattando poi specificamente della figura del Seminatore, Papa Leone XIV ricorda che Dio non fa discriminazioni nel distribuire il suo amore, in quanto “Dio è fiducioso e spera che prima o poi il sema fiorisca“. Il Papa ha poi citato un dipinto di Van Gogh, in cui appare la figura di un seminatore di spalle, quasi defilato, che lascia spazio all’immagine del sole. Secondo il pontefice, tale rappresentazione potrebbe essere interpretata come il ricordo che “è Dio a muovere la storia, anche se talvolta ci sembra assente o distante“.
Non è mancato poi un riferimento alle guerre e alla necessità di portare la pace: “In un mondo diviso e ferito dall’odio e dalla guerrasiamo chiamati a seminare la speranza e a costruire la pace!“.
© Riproduzione riservata












