Papa Leone XIV ha deciso di dedicare la giornata in cui cade il sesto mesiversario del suo pontificato ad una causa piuttosto delicata. Il pontefice ha infatti trascorso circa 3 ore e un quarto con una delegazione di 15 vittime di abusi della Chiesa residenti in Belgio. Questi avrebbero subito violenze da parte di membri del clero quando erano minori, rimanendo fortemente traumatizzati da quanto vissuto.
A rendere pubblico il vertice è stata la Sala Stampa Vaticana che ha parlato di un incontro che si è svolto “in un clima di vicinanza con le vittime, di ascolto e dialogo, profondo e doloroso“. Il gruppo, prima di lasciare il Vaticano, si sarebbe fermato con il Santo Padre raccogliendosi in un sentito momento di preghiera.
Leggi Anche
Papa Leone XIV, gli altri incontri con le vittime di abusi
Quello odierno non è il primo colloquio a cui il Pontefice si è dedicato su questo tema. Lo scorso 20 ottobre, Robert Francis Prevost ha incontrato sei membri del Consiglio direttivo dell’Eca Global, ovvero l’associazione che si impegna affinché la Chiesa adotti la policy di tolleranza zero davanti agli abusi compiuti dal clero e da responsabili delle comunità ecclesiali.
Un impegno che ha trovato un immediato appoggio da parte di Papa Leone XIV, il quale si è quindi dedicato ad un vertice che è stato definito “un passo storico e pieno di speranza verso una maggiore cooperazione“. Quello di tre settimane fa, quindi, è stato il primo incontro tra il Santo Padre e le vittime di abusi della Chiesa, anche se da vescovo in Perù si era occupato proprio della tutela dei minori.
Uno dei presenti ha riferito che il Papa si è mostrato “molto aperto nei nostri confronti“, per poi aggiungere che ognuno dei presenti avrebbe condiviso anche alcune esperienze personali. Nel corso del faccia a faccia, poi, si sarebbe anche affrontato il tema del lavoro della Pontificia Commissione per la tutela dei minori che, pochi giorni prima, aveva presentato il suo secondo rapporto annuale. Proprio su questo argomento, Prevost avrebbe dichiarato di auspicare un confronto aperto e collaborativo tra l’Eca e l’istituto del Vaticano.
© Riproduzione riservata


