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Papa Francesco: “Conservare il dono della vita, sin dal concepimento”

La vita: il dono più prezioso per Papa Francesco. A pochi giorni dal Natale, il Pontefice ne celebra l'essenza, con riferimenti velati all'aborto

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Nell’Angelus di oggi, Papa Francesco è tornato a parlare, a pochi giorni dal Natale, di temi scottanti come l’aborto e l’eutanasia, ma in una maniera velata, volendo celebrare la vita. Questa volta la predica è avvenuta nella chiesa di Santa Marta, e non in piazza San Pietro, a causa del raffreddore che ha colpito sua Santità.

Il Pontefice ha tenuto il suo discorso basandosi sulla predica evangelica del giorno, riguardante l’incontro tra Maria ed Elisabetta, una donna incinta. Maria stessa ha da poco concepito Gesù, per cui nell’incontro ci sono due donne che celebrano la vita. “Entrambe hanno tanto di cui gioire, e forse potremmo sentirle lontane, protagoniste di miracoli così grandi, che non si verificano normalmente nella nostra esperienza“, ha infatti dichiarato Papa Francesco nel corso dell’omelia.

Papa Francesco: “La vita è sacra, un dono”

Contemplare i segni prodigiosi dell’azione salvifica di Dio non deve farci sentire lontani da Lui, ma piuttosto aiutarci a riconoscere la sua presenza e il suo amore vicino a noi, ad esempio nel dono di ogni vita, di ogni bambino portato in grembo dalla sua mamma“. C’è necessità, secondo Papa Francesco, di difendere “il valore sacro della vita dei piccoli fin dal loro concepimento nel grembo materno“.

Il Pontefice si è poi rivolto alle mamme lì presenti, anche a quelle in dolce attesa. Le ha avvisate che vivranno momenti di difficoltà, ma dovranno sempre ringraziare il Signore per questo dono e mai pentirsi di aver messo alla luce una nuova vita. Tutto si può superare ed un figlio è il bene più prezioso, secondo quanto da lui sostenuto.

Il Papa prega per i bambini di Gaza

Con dolore penso a Gaza, a tanta crudeltà, ai bambini mitragliati, ai bombardamenti di scuole e ospedali. Quanta crudeltà”, ha detto il Pontefice. Parlando di bambini, il Santo Padre non poteva non rivolgere una preghiera ai più piccoli, i più indifesi, che stanno vivendo un forte disagio a causa di guerre e distruzioni “volute dai potenti”.

Nella sua preghiera ha voluto coinvolgere anche quelli ucraini che, da più di mille giorni, si trovano a vivere una situazione che mai avrebbero immaginato. Dunque, l’augurio che si fa il Papa è che ogni bambino possa vivere la propria fanciullezza in spensieratezza e che i propri genitori lo aiutino in questo cammino.

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