In pochissime ore la notizia dellamorte di Papa Francescoha naturalmente fatto il giro di tutto il mondo ed è diventata laricerca più frequente sui social mediae tutti i siti d’informazione. Anche in un paese con una bassa incidenza di cristiani all’interno della popolazione, come laCina.
Per oltre 17 ore la scomparsa di Jorge Mario Bergoglio è stato il tema di cui si è parlato di più: suWeibo, il corrispettivoXcinese, l’annuncio del decesso, letto dalcardinale Kevin Joseph Farrell, ha ricevuto oltre 160 milioni di visualizzazioni e numerosissimi commenti di stima per “l’Imperatore della Chiesa“, oltre che per l’impegno del suo papato e l’apertura ai più deboli.
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Il silenzio della Cina sulla morte di Papa Francesco
IlGoverno cinese di Xi Jinping, attraverso il Ministero degli Esteri, ha espresso soltanto questa mattina il proprio cordoglio per la scomparsa di Papa Francesco. Infatti, anche altri paesi in netta contrapposizione l’Occidente comeRussia e Stato Islamico dell’Iransi erano espressi in vicinanza della Chiesa, mentre l’unica grande potenza ad aver scelto ilsilenzioera stata proprio la Cina.
In rappresentanza del suo ministero ha parlato, il Ministro degli Esteri,Guo Jiakun, ricordando come la Cina e il Vaticano durante il mandato di Papa Francesco siano riusciti a mantenere contatti costruttivi e abbiano condotto scambi amichevoli per il miglioramento delle relazioni.
Fra le due parti, infatti, non esistonorapporti diplomatici ufficialiperché il Vaticano riconosce lo stato diTaiwancome autonomo dalla Repubblica Popolare, ma dal 2013 – anno dell’ultimo conclave – le relazioni sarebbero parzialmente migliorate.
Segnali di riavvicinamento
Il segnale di un possibile avvicinamento era arrivato nel 2018 quando Vaticano e Cina firmarono un accordo, inizialmente provvisorio poi più volte prorogato, sullanomina congiuntatra Chiesa e Pechino deivescovidella Repubblica Popolare.
Prima di allora era solo l’Associazione patriottica cattolica cinese(Apcc) a ordinare i vescovi suindicazione del Partito Comunista, senza che il Vaticano potesse intromettersi nelle decisioni del governo.
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