“Insulti, offese e minacce reiterate per un lungo periodo di tempo” potrebbero aver portato il giovane Paolo Mendico a togliersi la vita nel settembre del 2025 a Santi Cosma e Damiano, in provincia di Latina. Le indagini degli inquirenti proseguono, per cui al momento non vi sono certezze. Sono quattro i compagni di classe del 14enne che sono stati iscritti sul registro degli indagati per stalking dalla Procura dei Minori di Roma. L’ipotesi di reato è quella che riguarda gli atti persecutori.
Infatti, secondo quanto riportato negli atti, i quattro adolescenti, oggi tra i 16 e i 17 anni, avrebbero preso di mira il compagno per un periodo prolungato. Comportamenti che, per l’accusa, avrebbero provocato nel 14enne “un perdurante e grave stato di ansia”, tale da costringerlo ad alterare la propria quotidianità.
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Le accuse e le indagini in corso sul suicidio di Paolo Mendico
Gli episodi contestati riguardano prese in giro e messaggi offensivi, anche legati all’aspetto fisico del ragazzo. Secondo quanto riporta TgCom24 Paolo Mendico sarebbe stato deriso con soprannomi come “Paoletta” o “Nino D’Angelo”, riferimento ai suoi lunghi capelli biondi. Elementi che gli inquirenti stanno valutando per comprendere l’eventuale nesso tra le condotte denunciate e il drammatico gesto estremo.
Contemporaneamente, resta aperto un secondo filone d’inchiesta coordinato dalla Procura di Cassino, guidata dal procuratore capo Carlo Fucci. Il fascicolo, al momento contro ignoti, ipotizza il reato di istigazione al suicidio. Le due indagini procedono in parallelo, ma con possibili punti di contatto sul piano probatorio.
Le perizie tecnico-forensi
Attualmente son in corso gli accertamenti sui dispositivi elettronici sequestrati, tra cui telefoni cellulari e computer. Le analisi tecnico-forensi su chat, fotografie e conversazioni digitali mirano a ricostruire il contesto relazionale del ragazzo nelle settimane precedenti alla morte.
“Possibile situazione di bullismo nella classe 1°”, questo il contenuto di un audio, riportato sempre da TgCom24, che sarebbe stato mandato dalla psicologa del Pacinotti alla vice preside dell’istituto. Infatti, risulterebbe questo l’elemento sul quale i carabinieri stanno concentrando parte delle indagini.
Le relazioni dei periti sono attese entro la fine del mese. Solo all’esito degli accertamenti sarà possibile delineare un quadro più chiaro e definitivo delle eventuali responsabilità penali.
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