Un coltello tibetano è stato trovato nel cassetto di una vecchia credenza a casa di Francesco Dolci, unico indagato per la profanazione della tomba di Pamela Genini, la 29enne uccisa lo scorso ottobre dal suo compagno, Gianluca Soncin.
L’arma è stata inviata al Ris per verificare la presenza di eventuali tracce biologiche. Secondo quanto riportaRepubblica,sul corpo della giovane è stata eseguita una seconda autopsiadisposta dalla Procura di Bergamo. Dall’esame condotto dal medico legale è emerso che gli attrezzi utilizzati per mutilare il cadavere della vittima potrebbero essere o una sega circolare o un coltello.
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In seguito al ritrovamento dell’arma bianca, l’imprenditore edile ed ex fidanzato della vittima, ha continuato a negare ogni accusa, portando avanti la teoria del complotto contro di lui. Dolci non si tira indietro neanche in questo caso. Alle telecamere diDentro la Notiziaha dichiarato: “Non ho mai visto quell’arma. Essendo così particolare me la ricorderei, anche perché sono un appassionato di storia”. L’unico indagato ha aggiunto un dettaglio sull’origine del coltello, descrivendolo “di derivazione mecedone”. Per ottenere risposte bisogna attendere il risultato dell’analisi della Scientifica.
Pamela Genini, cosa è stato trovato in casa Dolci
L’ex compagno e confidente di Pamela Genini è indagato per vilipendio di cadavere e profanazione della tomba. Ad insospettire gli inquirenti sarebbero stati i filmati di sorveglianza del cimitero di Strozza, nei quali Dolci sarebbe stato immortalato più volte, anche il 23 marzo, giorno della macabra scoperta. A peggiorare la posizione dell’indagato ci sarebbero 8 foto della tomba scattate da Dolci a partire da novembre.Il 41enne ammette di essersi recato in orari inconsueti al cimiteroe giustifica le foto sostenendo di averle scattate per monitorare l’incuria del sepolcro e per documentare le due viti allentate.
Dopo il lungo interrogatorio avvenuto lo scorso mercoledì, il pm Giancarlo Mancusi ha disposto laperquisizione domiciliare, grazie alla quale è stato trovato il coltello nepalese.Oltre all’arma sono stati sequestrati due telefoni, alcuni utensili da lavoro, dispositivi informatici, una bomboletta con schiuma espansa e un tubo di plastica che contiene un ancorante chimico.
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