Maxi operazione a Palermo che ha portatoal fermo di 22 persone, che sarebbero le protagoniste di un’escalation criminale avvenuta negli ultimi mesi in città. Gli indagatisarebbero autori e mandanti di presunti attentati e intimidazioniavvenuti dal novembre 2025 sino a pochi giorni fa nella zona del mandamento mafioso di Tommaso Natale, ovvero San Lorenzo. Il provvedimento a 7 degli indagati è stato notificato in carcere. A 9 invece si contestatoi reati di estorsione, tentata estorsione, detenzione illegali di armi da guerra con l’aggravante mafiosa.
Inoltre, gli altri provvedimenti riguardano6 persone accusate di far parte di un’organizzazione che trafficherebbe cocaina, hashish e marijuana nei quartieri di San Lorenzo, dello Zen 2. Questa presunta organizzazione avrebbe anche disponibilità di un arsenale di armi.
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Palermo, l’inchiesta che ha portato al fermo della “banda dei kalashnikov”
L’indagine è stata condotta dallaDirezione Distrettuale Antimafiaguidata dal procuratore Maurizio de Lucia. L’inchiesta è la prosecuzione di unaprecedente indagineche a giugno scorso ha portato la Dda ad emettere altri 8 provvedimenti di fermo per estorsione, danneggiamenti e tentato omicidio, aggravati dal metodo mafioso. Secondo quanto emerso, questa precedente operazione si riferisce a reati che hanno portato ad una violenta “scia di ritorsioni avvenuta a Palermo tra aprile e maggio di quest’anno”, come si legge in uncomunicato della Polizia di stato.
In particolare due degli indagati nel quadro dell’indagine di giugno sono accusati di aver esploso alcuneraffiche di kalashnikov contro un’abitazione in via Don Minzoni, mentre gli altri due fermati dalla Squadra mobile palermitana sarebbero stati coloro che guidavano gli scooter. Da questa prima indagine quindi sarebbe partita l’inchiesta sulla cosiddetta “banda dei kalashnikov”, che ha portato al fermo di 22 persone, 7 di queste già detenute in carcere.
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