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Omicidio Zoe Trinchero, disposta l’autopsia: forse il 118 avrebbe potuto salvarla

Continuano le indagini sulla morte della 17enne di Nizza Monferrato, con l’autopsia che aiuterà a chiarire la dinamica del decesso. Intanto un’amica della vittima parla di Alex Manna, il 20enne reo confesso dell’omicidio della giovane: ‘Era ossessivo e possessivo’

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Nuovi dettagli emergono in merito alla morte di Zoe Trinchero, la ragazza di 17 anni uccisa nella notte tra venerdì e sabato a Nizza Monferrato, nell’Astigiano, e del cui omicidio si è autoaccusato Alex Manna, 20 anni.

Secondo un primo esame, il corpo della giovane riporta evidenti segni di ripetuti pugni e di una stretta al collo, nonché di un trauma cranico. I carabinieri sono tutt’ora al lavoro per chiarire meglio la dinamica dell’accaduto, giacché non è possibile sapere, al momento, se la ragazza sia morta a causa delle percosse, per strangolamento o se ad esserle fatale sia stato aver battuto la testa dopo essere stata scaraventata nel canale dove il suo corpo è stato trovato.

Non si può neanche ancora affermare se un tempestivo intervento del 118 avrebbe potuto salvarle la vita. L’aggressore, infatti, secondo quanto emerso, si sarebbe allontanato senza chiamare i soccorsi. L’autopsia sul corpo della giovane è stata disposta e solo essa aiuterà a fugare ogni dubbio.

Morte Zoe Trinchero, le ultime ore dalla 17enne

Intanto, le forze dell’ordine hanno sentito ieri Manna, il 20enne reo confesso dell’omicidio di Zoe. Tra le persone con cui ricostruire le ultime ore di vita della giovane ci sono naturalmente anche i suoi amici. Secondo quanto emerso finora, venerdì sera intorno alle 21.00 Zoe, terminato il turno di lavoro al Bar della Stazione, si sarebbe recata in un garage adibito ad area ricreativa dai ragazzi comune astigiano, una sorta di spazio autorganizzato, non distante dal luogo dell’omicidio. Qui il gruppo di amici si era dato appuntamento per mangiare e bere qualcosa prima di uscire e continuare la serata nei locali.

Difficile stabilire quante persone fossero presenti quella sera nel garage, dato il continuo via vai di giovani. Una volta arrivati gli ultimi due invitati, però, non ci sarebbe stato più nulla da mangiare, così questi ultimi avrebbero deciso di recarsi in centro per comprare dei kebab da consumare nel garage. Zoe e Alex avrebbero deciso di unirsi al loro ma al ritorno, mentre gli altri procedevano spediti per evitare che il cibo si raffreddasse, sarebbe rimasti indietro, soli, sull’argine del rio Nizza. Da questo momento in poi, il racconto si affida esclusivamente alle parole riferite da Manna al pm.

Ci sarebbe stata una discussione sulla loro relazione, terminata a causa di un tradimento di lui e che la vittima non avrebbe avrebbe avuto voglia di riprendere. A questo punto che Alex avrebbe aggredito Zoe. Eppure, gli amici della ragazza sostengono che tra lei e Manna non vi sarebbe stato alcun tipo di rapporto amoroso. Tra gli elementi da valutare ci sarebbe anche un eventuale stato di alterazione del giovane, ora detenuto nel carcere di Alessandria, in attesa della convalida del fermo.   

Il racconto di un’amica di Zoe Trinchero

Nicole, la migliore amica di Zoe Trinchero, nonché ex proprio di Alex Manna, ha una chiamata persa sul telefono che risale alla notte dell’omicidio, intorno alle 23.30. “Non capita mai – racconta la giovane al Corriere della sera -, ma sono andata a dormire prestissimo e non riesco a perdonarmelo. Io e lei abbiamo la posizione condivisa, così sappiamo sempre dove siamo“.

E a proposito di Manna, parlando con Repubblica, dichiara: “Ci siamo lasciati perché non mi piaceva il suo comportamento e non l’ho mai più sentito da aprile dell’anno scorso. Non usciva più tanto spesso con il nostro gruppo, ma quando lui c’era io non andavo“. Racconta che Alex non è un tipo tranquillo e che con lei era ossessivo e possessivo poiché le impediva di parlare e uscire con altri coetanei.

Non è cattivo, però è un po’ aggressivo. Con me non ha mai alzato le mani, ma perde la pazienza facilmente – ha spiegato Nicole alla Stampa -. Di punto in bianco diventava oppressivo, geloso. Non ha un brutto carattere, però quando perdeva la pazienza rompeva le cose. Una volta ha distrutto i vetri della sua stanza, prendendosela con gli oggetti“.

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