Gabriele Bianchi è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di WillyMonteiro Duarte, avvenuto a Colleferro, provincia di Roma, il 6 settembre 2020. A novembre scorso la Cassazione aveva disposto il cosiddetto appello ter sulle attenuanti generiche. Nella tarda serata di ieri è arrivata la sentenza. Il fratello dell’imputato,Marco Bianchi,era già stato condannato in via definitiva all’ergastolo.
In apertura dell’udienza,Gabriele Bianchiha reso dichiarazioni spontanee, chiedendo scusa alla famiglia di Willy: “Porto dentro di me il dolore di questa vicenda da sei anni. Non sono più il ragazzo che sei anni fa ha varcato le porte del carcere”. In aula l’imputato ha proseguito la sua dichiarazione parlando del figlio: “Sono padre ed ho un bambino di 6 anni che vedo crescere nelle salette dei colloqui. Insieme facciamo progetti e speriamo in un futuro migliore, ciò anche grazie all’aiuto della famiglia di mia moglie che sostiene e crede la mia innocenza”.
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I giudici hanno autorizzato per l’uomo l’accesso al percorso digiustizia riparativa. Se lafamiglia della vittimadovesse accettare, potrebbe essereavviato un percorso di incontro e confronto con l’imputato. In caso contrario, Bianchi avrà la possibilità di seguire un percorso di supporto psicologico.
Omicidio Willy, il processo d’appello e le condanne definitive
Per il brutale pestaggio che ha portato alla morte di Willy sono stati condannati in via definitiva anche altri due imputati:Francesco Belleggia a 23 anni di reclusione e Mario Pincarelli a 21 anni.Nel processo d’appello di Gabriele Bianchi le attenuanti avevano portato ad una condanna di 28 anni. Per questo la Cassazione aveva rinviato il procedimento per discutere le attenuanti generiche. Con questa sentenza, si dovrebbe essere chiuso, dopo 6 anni, il lungo processo per la morte di Willy.
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