Secondo l’accusa,Gianluca Soncinavrebbe messo in atto una vera e propria “spedizione punitiva” nell’abitazione milanese della 29enne Pamela Genini, pianificando l’omicidio almenouna settimana prima.L’uomo si sarebbe infatti procurato unduplicato delle chiavidell’appartamento in zona viale Monza, elemento che rafforza l’ipotesi della premeditazione.
Per il gip, la decisione di uccidere non sarebbe maturata all’improvviso, né a seguito di un litigio o della volontà della giovane di interrompere la relazione. Quando Soncin è entrato nell’appartamento di via Iglesias, armato di coltello serramanico, avrebbe già maturato il suo proposito: quello di “toglierle la vita”. Un piano sintetizzato dal giudice con una logica brutale: “o con me o con nessun altro”, definita una motivazione “futile e bieca”, priva di qualsiasi giustificazione.
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Un rapporto segnato da violenza e vessazioni
Le indagini della Polizia di Stato hanno fatto emergere un quadro diviolenze pregresse.Le amiche della vittima hanno descritto unarelazione caratterizzata da angherie, pestaggi e vessazioni, parlando di un “rapporto tossico” da cui era difficile uscire.
Secondo le testimonianze, Soncin si comportava come unuomo violento, arrivando anche a picchiare la giovane. Tra gli episodi ricostruiti, figuraun’aggressione avvenuta nell’estate 2024 all’Isola d’Elba, dove avrebbe minacciato la 29enne con calci, pugni e cocci di vetro, tentando di buttarla dal balcone e dicendo che l’avrebbe uccisa.
Anche l’ex fidanzato della vittima ha riferito di averla incontrata nelmaggio 2024in condizioni preoccupanti, con evidenti ematomi sulle braccia. Pochi mesi dopo, sempre durante l’estate, sarebbe stato necessario l’intervento di amici per portarla in Sardegna dopo un altro episodio di violenza.
L’autopsia: Genini fu uccisa con 76 coltellate
Il delitto è avvenuto la sera del14 ottobre scorso a Milano. Secondo la relazione finale dell’autopsia, Soncin avrebbe colpito e ucciso la giovane con76 coltellate, un dato ancora più grave rispetto ai primi riscontri che parlavano di oltre 30 fendenti.
La Procura ha chiesto ilprocesso con rito immediato per omicidio volontario pluriaggravato, contestando la premeditazione, i futili motivi, la crudeltà e la relazione affettiva terminata. È stata invece esclusa l’aggravante dello stalking.
Verso il processo in Assise
Nella richiesta di giudizio immediato, i pm hanno ribadito chel’imputato si sarebbe procurato le chiavi per entrare nell’abitazione e avrebbe portato con sé il coltello, preso dalla sua collezione nella casa di Cervia.
Resta l’aggravante dellacrudeltà, anche alla luce delle 76 coltellate documentate dall’autopsia. Con questa imputazione, Soncinnon potrà accedere al rito abbreviato e rischia il giudizio davanti alla Corte d’Assise, con la prospettiva di una condannaall’ergastolo.
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