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Omicidio Diabolik, Calderon assolto in appello: era stato condannato a ergastolo in primo grado

Si infittisce la risoluzione di un caso che risale al 2019. Raul Esteban Calderon era stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di “Diabolik”, una sentenza completamente ribaltata dalla Corte d’Assise che lo ha assolto con la formula “per non aver commesso il fatto”

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Una svolta che potrebbe ribaltare le sorti di un caso che risale al 2019, divenuto noto come l’omicidio di Diabolik.Il 7 agosto di quell’anno il capo degli ultras della Lazio, Fabrizio Piscitelli, è stato ucciso con un colpo alla testanel parco degli Acquedotti. Nel processo di primo grado la persona accusata del delitto,Raul Esteban Calderon, era stato condannato all’ergastolo. Ora, nel processo d’appello, l’accusato è stato assolto.

Secondo quanto emerso,i giudici hanno fatto cadere l’accusa nei confronti dell’imputato con la formula “per non aver commesso il fatto”. Un risultato totalmente opposto rispetto a quello che aveva chiesto la Procura, ovvero la conferma della condanna all’ergastolo e il riconoscimento mafioso.

Omicidio Diabolik, il processo di primo grado

Il caso di Diabolik, soprannome della vittima, ha da sempre molti punti ombra.La polizia si è concentrata molto sul possibile collegamento tra la mafia romana e il mondo ultras, la prima svolta però era arrivata dopo l’importante testimonianza dell’ex compagnia di Raul Esteban Calderon. La donna avrebbe infatti dichiarato punti talmente importanti da portare al processo l’indagato. Inoltre,Rina Bussone recentemente è stata anche ospite al programmaBelve.

Un altro punto importante dell’iter giudiziario è chenel processo di primo grado non era stata riconosciuta l’aggravante mafiosa, nonostante sembrerebbe che l’omicidio di Piscitelli sia stato “commissionato” durante una cena ad Ostia tra presunti clan. Un possibile elemento, che insieme ad altri, aveva portato il Procuratore generale a dichiarare che l’omicidio sarebbe “avvenuto in un contesto di criminalità organizzata”. Per questoin secondo grado era stato chiesto di rivedere questa decisione.

Invece, secondo quanto emerso, la Corte d’Assise ha assolto l’imputato tramite la formula “per non aver commesso il reato”. Dunque, dopo questo aggiornamento che ha ribaltato tutto, la domanda “Chi era l’uomo vestito da corridore?” È più attuale che mai.

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