“Volevo difendere i miei amici”. Sarebbe questa la motivazione che avrebbe spinto il giovane di 15 anni a sferrare i colpi mortali al bracciante malese, Bakari Sako, nelle prime ore del mattino del 9 maggio scorso. Il minorenne avrebbe confessato l’omicidio dell’uomo, mostrandosi “profondamente dispiaciuto” dinanzi al gip del Tribunale dei minorenni di Taranto, Paola Morelli. Nell’udienza di convalida del fermo il minore ha sostenuto di aver agito per paura che i suoi amici subissero un’aggressione.
Nella giornata di oggi anche gli altri tre minorenni hanno rilasciato delle dichiarazioni spontaneenelle quali avrebbero detto di non essersi accorti della gravità della situazione.Di non essersi resi conto che il 15enne avrebbe accoltellato l’uomo e della grande quantità di sangueche la vittima ha perso. Secondo le prime ricostruzioni, il bracciante del Mali sarebbe stato accerchiato e aggreditodal gruppo di sei giovani, composto da quattro minorenni e due maggiorenni di 20 e 22 anni.
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I quattro minori questa mattina sono giunti a Taranto presso gli istituti minorili per essere interrogati uno alla volta alla presenza dei loro avvocati. All’esterno del Tribunale si trovavano i parenti dei ragazzi. Oltre a brevi dichiarazioni spontanee,i giovani si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. La giudice si è riservata di decidere su convalide e applicazione di misure cautelari:per tutti gli indagati l’accusa è quella di omicidio volontario aggravato dai futili motivi.
All’uscita dei ragazzi dal Tribunale, ritrasferiti agli istituti penali minorili, alcuni familiari si sono avvicinati alla vettura della polizia pronunciando le seguenti parole: “Mi raccomando a come vi comportate”. Mentre, gli avvocati hanno dichiarato: “Non siamo autorizzati a dire nulla”.
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