“Aurora non aveva mai manifestato disagi psicologici, diciamo patologici, solo cose fisiologiche, situazioni generazionali“. E’ all’esterno dell’istituto di medicina legale di Milano dove si è effettuata l’autopsia sul corpo di Aurora Livoli, Massimo Basile, zio della 19enne di Fondi residente in provincia di Latina, trovata morta nel cortile di un palazzo in via privata Paruta 74, lo scorso 29 dicembre nella città meneghina, puntualizza alcune questioni che sono dubbio martellante sulle cause del suo decesso.
E proprio alle porte dell’istituto di medici legale, lo zio della vittima rivela anche che ci sarebbe stato un fermo per un cittadino peruviano che è stato indagato per articolo 575 del codice penale e quindi per omicidio volontario.
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L’autopsia, in sostanza, dovrà stabilire se quei lividi riscontrati sul collo della giovane possano essere riconducibili a strangolamento e quindi se abbiano una relazione con il suo decesso, oppure se siano precedenti alla morte della ragazza, e se prima di morire abbia subito abusi.
E così, in attesa degli esiti dell’esame autoptico, prosegue senza sosta il lavoro degli inquirenti che sta passando al vaglio ogni frame delle registrazioni delle telecamere di videosorveglianza della zona che potrebbero svelare indizi utili a dare un’identità a quella sagoma scura che appare accanto ad Aurora prima del suo decesso. Identità a quell’uomo che appare magro con capelli ricci e addosso un giubbotto scuro che potrebbe essere stata l’ultima persona ad aver visto viva la 19enne. Identità che, forse, potrebbe ricevere ora il suo riscontro.
Dalle ultime ricostruzioni ipotizzate, Aurora Livoli si era allontanata da casa il 4 novembre e aveva sentito per l’ultima volta i suoi genitori adottivi il 26 dello stesso mese. Poi il suo corpo, scoperto alle 8.30 dal custode di uno degli stabili che condividono lo stesso cortile. “Non era la prima volta che si allontanava – hanno raccontato i genitori della 19enne – ci aveva detto di stare bene e di non voler tornare a casa, nient’altro“. Ma la preoccupazione c’era, tanto che la famiglia ne ha denunciato la scomparsa perché le volte precedenti in cui la ragazza se n’era andata di casa, era poi tornata nel giro di pochi giorni.
Potrebbe risultare fondamentale quindi accertare l’identità dell’uomo che nelle immagini camminava con Aurora in via Paruta, vicino al punto in cui è stata trovata senza vita, e che viene ripreso anche un’ora dopo mentre ripercorre al contrario la stessa strada ma questa volta da solo. Video che immortala i due entrare dal portone del condominio, al civico 74, come se sapessero che resta sempre aperto, fatto confermato dai residenti del palazzo.
E proprio lì, in un vialetto vicino ad un’aiuola, che Aurora è stata ritrovata il mattino seguente dal custode. Ma l’uomo rientra ancora una volta nel vialetto sotto i condomini e alle 3.30 esce definitivamente dirigendosi verso Cascina Gobba. Tra un’apparizione e l’altra, un lasso di tempo durante cui non è ancora chiaro cosa sia accaduto, ma è evidente che il comportamento della persona che era con Aurora è alquanto strano.
Intanto, gli investigatori stanno ancora cercando di ricostruire gli spostamenti della 19enne come chi ha visto e frequentato in quei giorni a Milano, anche per comprendere chi abbia dato ospitalità ad Aurora mentre era via di casa. L’autopsia potrebbe rivelare la conferma definitiva che, come si ipotizza, la giovane sia stata uccisa. La conferma dell’identità del misterioso uomo a quel punto sarà il principale obiettivo degli inquirenti.
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