Una cerimonia “armoniosa“, colma di riferimenti ed elogi ad una cultura che nel mondo è apprezzata e stimata. L’Italia ha dato sfoggio del suo viso migliore, delle sue incredibili capacità e della sua impeccabile sicurezza. Dopo mesi di fibrillazioni, attese e anche un po’ di timore, le due settimane delle Olimpiadi sono iniziate senza eccessive difficoltà.
A riconoscerlo è stata anche la stampa estera. Un tripudio di ovazioni e complimenti per una giornata che ha saputo stupire ed emozionare. Erano 67mila le persone presenti a San Siro che hanno assistito dal vivo alla cerimonia e milioni quelle in tutto il mondo che hanno voluto assistere comodamente dalle loro case. Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina dono divenute già un fenomeno globale, capace di attirare l’attenzione dei cittadini provenienti dal tutto il globo.
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Dalle pagine dei giorni di tutto l’Occidente, e non solo, arrivano frasi motivazioni e di grande riconoscimento. Il Guardian dal Regno Unito ha elogiato uno spettacolo “memorabile, chic, ammaliante e divino“, mentre la Bbc ha riconosciuto che “nonostante le preoccupazioni logistiche legate alla cerimonia in più location, la produzione è stata impressionante e si è svolta senza intoppi“. Il New York Times ha parlato di una “cerimonia inanellata di oro” e Le Figaro dalla Francia ha messo in luce come sia stata “offerta una cerimonia unica e sfaccettata, con uno spettacolo sul tema dell’armonia“.
Olimpiadi: sui social dissenso per il poco spazio riservato a Ghali
L’unica polemica è giunta proprio dall’Italia, con i social che hanno sottolineato come la copertura data dalla Rai alla perfomance di Ghali durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi allo Stadio San Siro non sia stata sufficiente. Già nelle scorse settimane, il cantante era finito al centro delle polemiche in quanto avrebbe dovuto recitare una poesia sulla pace in diverse lingue. Il cantante, però, ha sottolineato sui suoi social che gli sarebbe stato sconsigliato di inserire l’arabo.
Alla fine Ghali al Meazza ha recitato la poesia sulla pace “Promemoria” di Gianni Rodari in italiano, francese e inglese, ma al popolo social non è sfuggito che la regia non avrebbe mai inquadrato da vicino il rapper italo-tunisino. Il mondo social non ha dunque gradito che i commentatori non lo abbiano neppure nominato durante la diretta e anche nel collegamento al termine della cerimonia in cui in studio si sono ripercorsi i momenti salienti dello show.
Olimpiadi, tutti i numeri di una cerimonia “impeccabile“
Nonostante questa parentesi, la cerimonia è apparsa impeccabile. Uno spettacolo che sembra destinato a rimanere nella storia dei Giochi Olimpici, anche grazie alla sua celebrazione del Genio Italiano. Un vero e proprio tripudio di italianità, che ha saputo mostrare come il soft power del nostro Paese sappia ancora regalare sorprese. Sono stati numerosissimi i riferimenti alla nostra cultura. dalle sculture di Antonio Canova alle musiche di Verdi, Puccini e Rossini ma anche di Raffaella Carrà, e poi ancora il “Nessun dorma” cantato da Andrea Boccelli, e “L’infinito” di Leopardi recitato da Pierfrancesco Favino.
“Non sono mai stato così orgoglioso di essere italiano“, ha infatti dichiarato il presidente del Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò. Anche la macchina dell’organizzazione non deve essere dimenticata. Affinché la cerimonia potesse essere mostrata al pubblico sono servite coreografie e musiche di 1300 performer tra professionisti e volontari, 1440 componenti di connessione e 1.000 metri di Led dinamici, oltre 1.400 costumi realizzati, 1.500 paia di scarpe e 7.500 metri di tessuto, con il contributo di 110 make-up artist, 70 hair stylist e l’utilizzo di oltre 1.000 elementi di scena. Un meccanismo impressionante, di cui ogni piccola parte è apparsa indispensabile.
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