Le Olimpiadi di Milano-Cortina sono state una vetrina internazionale per l’Italia, ma a fare rumore, purtroppo, non sono stati solo gli aspetti positivi. La cerimonia di apertura ha ottenuto un grande plauso internazionale, che non ha comunque distolto l’attenzione da un fatto meno piacevole.
Una serie di clamorose gaffe in diretta televisiva hanno infatti superato i confini nazionali, arrivando fino alle pagine del New York Times. Al centro della bufera, il direttore di Rai Sport Paolo Petrecca, protagonista, secondo critiche interne ed esterne, di una telecronaca giudicata “imprecisa e imbarazzante” durante la cerimonia di apertura.
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Il quotidiano americano ha dedicato un articolo al caso, sottolineando come l’eco delle polemiche italiane sia stata tale da spingere la redazione di Rai Sport ad annunciare tre giorni di sciopero al termine dei Giochi, oltre a spingere i giornalisti a ritirare le firme nel corso dei Giochi. Uno sciopero che, osserva il NYT, non nasce da rivendicazioni salariali o contrattuali, ma dall’indignazione per quanto accaduto in diretta.
La cerimonia inaugurale delle Olimpiadi e la telecronaca sotto accusa
La serata inaugurale dei Giochi è stata trasmessa in diretta Rai con un commento di oltre tre ore e mezza. Ed è proprio in questo lungo momento che si sono accumulati gli errori. Secondo quanto ricostruito da più testate italiane e rilanciato dal New York Times, Petrecca ha aperto la telecronaca chiamando San Siro “Stadio Olimpico”. Un errore che ha immediatamente acceso i social e attirato l’attenzione dei commentatori.
Poco dopo, durante il passaggio delle autorità olimpiche, Kirsty Coventry, presidente del Comitato Olimpico Internazionale, è stata presentata come figlia del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un’affermazione totalmente priva di fondamento che ha suscitato incredulità anche tra gli addetti ai lavori.
Le imprecisioni non si sono fermate lì. Nel momento simbolico della staffetta della torcia, Petrecca non ha riconosciuto due delle tedofore, entrambe atlete della nazionale femminile italiana di pallavolo, protagoniste di recenti successi internazionali. Un passaggio che, per molti telespettatori, ha rappresentato uno scivolone particolarmente grave in un evento che celebra lo sport e i suoi protagonisti.
Infine, l’episodio più commentato è stato la confusione tra Mariah Carey, star mondiale del pop, e la giovanissima attrice italiana Matilda De Angelis. Un errore che ha rapidamente fatto il giro del web e che il New York Times cita come esempio emblematico della serata.
Le indignazioni e lo sciopero annunciato
Le conseguenze non si sono limitate alla polemica mediatica. I giornalisti di Rai Sport, attraverso le rappresentanze sindacali, hanno annunciato tre giorni di sciopero al termine delle Olimpiadi. Una decisione rara per un evento di questo tipo, motivata, secondo quanto riportato, dal disagio professionale e dall’esposizione negativa subita dalla redazione.
Il New York Times sottolinea come Petrecca sia direttore di Rai Sport da circa dieci mesi, evidenziando che le critiche non riguardano solo la singola serata ma una gestione interna ritenuta da alcuni problematica. Nel suo articolo, il quotidiano americano osserva come i media italiani siano stati spietati nei confronti del direttore, trasformando una telecronaca in un caso politico-mediatico.
Il paradosso è che tutto questo avviene nel momento di massima esposizione internazionale per l’Italia. Le Olimpiadi non sono solo sport, ma racconto, identità, reputazione.
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