“Pandemia non trasmissibile” è così che l’Oms definisce l’obesità. Infatti, circa 6 milioni di persone soffrono di questa patologia in Italia, in termini di percentuali è un dato che rappresenta il 12% della popolazione. I numeri più allarmanti sono quelli che riguardano i bambini: 1 su 3 ne soffre nel nostro Paese. Il 4 marzo è la Giornata Mondiale contro l’obesità e associazioni ed esperti hanno riportato al centro del dibattito il tema.
Mikiko Watanabe, ricercatrice, endocrinologa e docente all’Università Sapienza di Roma, ha dichiarato: “Se oggi l’obesità è riconosciuta come una patologia cronica, allora dobbiamo affrontarla con una logica di lungo periodo. Parliamo di una traiettoria clinica che richiede stabilità e adattamento nel tempo, con fasi diverse che necessitano strumenti diversi”.
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Obesità: le dichiarazioni e le iniziative degli esperti per la Giornata Mondiale il 4 marzo
L’obesità è una patologia che in molti casi accompagna problemi di salute mentale. Una ricerca condotta da Sinpf (Società italiana di neuropsicofarmacologia), in sei Regioni, evidenzia che il 17% dei pazienti seguiti dai Servizi di salute mentale soffre di questa patologia. I presidenti della società scientifica, Matteo Balestrieri e Claudio Mencacci, hanno dichiarato: “Numerosi studi dimostrano che chi vive con disturbi depressivi, bipolari o schizofrenia presenta un rischio doppio di sovrappeso e obesità rispetto alla popolazione generale”.
Inoltre, anche l’ospedale Bambino Gesù di Roma ha sviluppato un percorso pluridisciplinare per i bambini dai 6 agli 11 anni. L’obiettivo è quello di correggere la disfunzione metabolica in modo permanente, tramite un metodo che integra attività fisica, educazione alimentare e promozione di corretti stili di vita con il coinvolgimento attivo dei genitori.
Obesità: l’impegno dell’associazione Amici Obesi: i palazzi si illuminano di blu
La Giornata Mondiale contro l’obesità è un’occasione per riportare al centro il tema della sensibilizzazione, cercando di sradicare lo stigma che ancora oggi è intrinseco nella società. In merito a questo, l’associazione Amici Obesi ha chiesto alle principali Istituzioni di fare un gesto significativo: accendere luci blu che illuminino le loro principali sedi come segno di impegno nella lotta contro lo stigma. Un’iniziativa alla partita dalla campagna globale World Obesity Federation.
Iris Zani, presidente di Amici Obesi, ha confermato che molte Istituzioni hanno risposto positivamente all’invito dell’associazione. Inoltre, ha anche sottolineato l’importanza di abbattere il pregiudizio verso chi soffre di questa malattia: “L’obesità non è una colpa, ma una malattia complessa e multifattoriale. Eppure, troppe persone continuano a subirne le conseguenze anche sul piano sociale, rinunciando spesso a prendersi cura della propria salute per vergogna discriminazione o per mancanza di adeguate tutele”. L’obesità è purtroppo una delle principali emergenze di sanità pubblica, per questo resta fondamentale continuare a sensibilizzare sul tema.
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