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No Tav, assalto al cantiere di Chiomonte, Telt: ‘È il peggior attacco dal 2011’. Danni per almeno un milione di euro

Nell'assalto dei No Tav al cantiere di Chiomonte distrutti uffici, mezzi, magazzini e centro visitatori. Oltre 120 gli agenti feriti. Il direttore generale di Telt: "Una giornata molto brutta, i danni sono ingenti"

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Prosegue la conta dei danni dopo gli scontri avvenuti il25 luglio inVal di Susadurante la manifestazione del movimentoNo Tav. A 24 ore dall’assalto al cantiere diChiomonte, la società binazionale italo-franceseTelt(Tunnel Euralpin Lyon-Turin), impegnata nella realizzazione della linea ferroviaria adalta velocità Torino-Lione, ha fornito una prima stima delle conseguenze economiche.

Secondo quanto comunicato dall’azienda, i danni nel solo cantiere di Chiomonte ammontano ad almenoun milione di euro, una cifra destinata a crescere perché sono ancora in corso le verifiche sui tempi necessari per rimuovere i detriti e ripristinare gli spazi di lavoro e i servizi all’interno della galleria.

Il direttore generale di Telt,Massimo Bufalini,ha definito quanto accaduto “ilpeggior attaccoche abbiamo subito sui nostri cantieri dal 2011 a oggi. È stata unagiornata molto, molto bruttae abbiamo avuto danni importanti”, ha dichiarato al termine del sopralluogo.

Container incendiati, mezzi distrutti ed esplosione di bombole

Secondo la ricostruzione fornita da Telt, la situazione più critica si è registrata proprio nelcantiere di Chiomonte, dove un gruppo di manifestanti avrebbe superato il perimetro dell’area utilizzandobombe incendiarie e lanciando pietre.Al momento dell’assalto erano presenti una decina di operai, che sono stati immediatamente evacuati e messi in sicurezza.

L’attacco ha provocato lacompleta distruzione di numerose strutture e attrezzature del cantiere. Tra i beni danneggiati figurano gli uffici dell’impresa, costituiti da due piani di container, un magazzino, un’officina, un hangar con attrezzature di grandi dimensioni, l’impianto di videosorveglianza, pick-up e autovetture di servizio, recinzioni e il centro visitatori con tutto il materiale espositivo.

Durante l’incendio sono inoltre esplose alcune bombole diacetilenepresenti nell’area. L’esplosione è avvenuta quando i lavoratori erano già stati allontanati, evitando conseguenze ancora più gravi.

Oltre 120 agenti feriti negli scontri

Il bilancio degli scontri è pesante anche per le forze dell’ordine. Secondo i dati ancora provvisori, sonooltre 120 gli agenti rimasti feriti, alcuni dei quali in modo serio, durante le operazioni di contenimento dei manifestanti.

Nel corso degli assalti sono state incendiate anche alcunecamionette dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Al momento dell’attacco i mezzi risultavano vuoti.

Il movimento No Tav rivendica l’azione: “Siamo tutti responsabili”

Nel corso di una conferenza stampa organizzata aVenaus, il movimento No Tav ha respinto la ricostruzione che distingue tra manifestanti pacifici e gruppi violenti arrivati dall’esterno.Guido Fissore, storico attivista ultraottantenne, ha definito “assolutamente falsa” la narrazione secondo cui sarebbero stati i cosiddettiblack bloca provocare gli scontri.

Quello che è successo là l’abbiamo fatto tutti,siamo tutti responsabili, ha dichiarato, spiegando che migliaia di persone avevano raggiunto il cantiere di Chiomonte e che l’ingresso nell’area era stato “condiviso da tutti”. Fissore ha inoltre ribadito cheil movimento non accetta la distinzione tra “buoni e cattivi: “O siamo tutti buoni o siamo tutti cattivi, dipende dal punto di vista”.

L’attivista ha però precisato che questo non significa che tutti abbiano partecipato materialmente al lancio di pietre o agli scontri con la polizia, sottolineando come in simili contesti le situazioni possano degenerare.

Le accuse alla militarizzazione della valle

Alla conferenza stampa sono intervenuti ancheFranco Olivero Fugera, consigliere comunale di minoranza a Giaglione, eMatilde, rappresentante dei Giovani No Tav.

Secondo Olivero Fugera, le forze dell’ordine presenti in Val di Susa non sarebbero impegnate a difendere i cittadini, bensì“la devastazione”provocata dall’opera. Ha inoltre commentato la visita della presidente del ConsiglioGiorgia Melonie del ministro dell’InternoMatteo Piantedosial cantiere di Chiomonte, sostenendo che la loro presenza rappresenterebbe ilsegno di un avversario “debole. Per il consigliere, la grande partecipazione al Festival Alta Felicità e alle iniziative organizzate dal movimento costituirebbe un successo destinato a proseguire.

Anche Matilde ha rivendicato l’ampia partecipazione dei giovani alla manifestazione, affermando che “questa lotta è ancora giovane” e che il movimento continuerà a opporsi a un’opera che, a suo giudizio,sottrae spazi e risorse al territorio.La giovane attivista ha inoltre denunciato la “militarizzazione” della valle, facendo riferimento ai controlli effettuati dalle forze dell’ordine all’uscita del Festival di Venaus.

Le reazioni: “Non è protesta ma violenza organizzata”

L’episodio ha riacceso il dibattito politico sullanatura delle manifestazioni violente. Il vicepremier e ministro delle InfrastruttureMatteo Salviniha definito gli autori degli assalti “terroristi“, sostenendo che chi “parla come terrorista e agisce come terrorista” dovrebbe essere messo fuori legge.

Sulla stessa linea ancheEnzo Letizia,segretario dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia, secondo cui quando vengono impiegati “bombe carta, razzi, pietre, ordigni incendiari e altri strumenti di offesa contro uomini e donne in divisa” non si è più di fronte all’esercizio del diritto di manifestare, ma a una “violenza organizzata che mira a colpire le istituzioni democratiche“.

Intanto Telt prosegue la valutazione dei danni e degli interventi necessari per ripristinare il cantiere e consentire la ripresa delle attività.

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